L’acqua di mare entra in cucina e punta a cambiare il modo di intendere il gusto, la nutrizione e la ristorazione contemporanea.
Si chiama “Seawater Revolution” ed è il progetto sviluppato da MHARE, realtà italiana fondata da Vincenzo Di Donna e Marcello Sardo, che propone l’utilizzo di acqua di mare purificata come ingrediente funzionale per l’alimentazione quotidiana.
Non solo una nuova tendenza gastronomica, ma un approccio che intreccia ricerca scientifica, benessere e sostenibilità alimentare. Dalla Sardegna alle cucine professionali, fino al nuovo bistrot inaugurato a Torino, l’acqua di mare microfiltrata diventa protagonista di una visione che punta a ridurre il sodio senza rinunciare al sapore.
Cos’è l’Acqua di Mhare
Alla base del progetto c’è acqua di mare naturale proveniente dalla Sardegna, sottoposta a un processo di purificazione e riequilibrio minerale destinato ad applicazioni alimentari e medicali. Secondo MHARE, la composizione ionica dell’acqua – che include sodio, magnesio, calcio e potassio – consente di mantenere la percezione di sapidità riducendo sensibilmente l’apporto di sodio.
L’acqua viene microfiltrata attraverso un metodo brevettato e testata presso il Dipartimento di Biologia dell’Università Federico II di Napoli. Il progetto nasce infatti nell’ambito della medicina rigenerativa personalizzata, ma trova oggi una declinazione concreta nel mondo food.
Meno sodio, stesso gusto

Uno degli aspetti centrali della “Seawater Revolution” riguarda la riduzione del sodio nell’alimentazione. Secondo MHARE, l’utilizzo dell’acqua di mare purificata permetterebbe di abbassare fino al 40-50% il contenuto di sodio nelle preparazioni alimentari, mantenendo inalterata l’intensità del gusto.
Un tema che si inserisce nel dibattito internazionale sulla salute cardiovascolare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti indicato la riduzione del consumo di sodio come uno degli obiettivi chiave per la prevenzione delle malattie cardiovascolari entro il 2030.
Accanto alla riduzione del sale, l’acqua di mare contiene numerosi oligoelementi naturalmente presenti, tra cui magnesio, calcio, ferro e potassio, considerati utili per il corretto funzionamento dell’organismo.
Dalla cucina gourmet ai cocktail: gli utilizzi in tavola
Le applicazioni culinarie dell’acqua di mare purificata sono sempre più ampie. Viene utilizzata per cuocere pasta, verdure, carne e frutti di mare, ma anche per marinature, impasti da forno, panificazione e preparazione di cocktail o bevande isotoniche.
Secondo gli chef che hanno iniziato a sperimentarla, l’acqua di mare sarebbe in grado di esaltare il sapore naturale degli ingredienti senza coprirlo, offrendo una sapidità più equilibrata rispetto al sale tradizionale.
Tra i prodotti simbolo del progetto c’è la “Mhariera”, uno spray in vetro pensato per nebulizzare l’acqua di mare direttamente sui piatti come alternativa al sale da tavola.
Torino apre le porte al bistrot MHARE

La filosofia della Seawater Revolution ha trovato una prima casa fisica a Torino, dove MHARE ha inaugurato un nuovo bistrot dedicato alla nutrizione funzionale e alla gastronomia contemporanea.
Il locale propone un modello di ristorazione che integra ricerca scientifica, attenzione nutrizionale ed esperienza gastronomica. L’obiettivo è offrire piatti dal gusto pieno ma con un ridotto contenuto di sodio, senza compromettere qualità e creatività culinaria.
L’apertura torinese rappresenta solo il primo passo di un progetto più ampio: tra i prossimi sviluppi è prevista anche una nuova sede a Capri, con l’ambizione di esportare il concept in contesti internazionali legati al lifestyle e all’ospitalità.
La nuova frontiera del food funzionale
Negli ultimi anni il mercato del food funzionale ha registrato una crescita costante, spinto da consumatori sempre più attenti al benessere e alla qualità degli ingredienti. In questo scenario, l’acqua di mare purificata si propone come una possibile alternativa naturale al sale convenzionale, capace di coniugare gusto e attenzione nutrizionale.
La sfida, ora, sarà capire se la Seawater Revolution riuscirà a ritagliarsi uno spazio stabile nelle cucine professionali e domestiche, trasformando un elemento ancestrale come l’acqua di mare in uno degli ingredienti simbolo della nuova alimentazione contemporanea.
a cura di SZ



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