Château Monfort, a due passi (letteralmente) dalla fermata Tricolore, occupa un edificio residenziale dei primi decenni del secolo scorso, impreziosito dal lavoro dell'architetto milanese Paolo Mezzanotte. L'hotel appartiene al gruppo Planetaria Hotels ed è affiliato, dal 2013, a Relais & Châteaux: un dettaglio che non è solo un timbro sul biglietto da visita, ma un indirizzo etico ben preciso, quello del Manifesto firmato dall'associazione "per un mondo migliore attraverso la cucina e l'ospitalità".
Dentro, il Rubacuori non è soltanto il ristorante di un albergo a cinque stelle. È, prima di tutto, un racconto per immagini e sapori che si dipana lungo tre sale, un bar panoramico e una cantina segreta. Vale la pena scoprirlo con ordine, portata dopo portata.
Prima ancora di sedersi a tavola, chi entra attraversa la Sala del Dolce Risveglio, teatro delle colazioni quotidiane. Qui le tappezzerie Jannelli&Volpi rievocano suggestioni da Paese delle Meraviglie, quasi un preludio scenografico a quello che si troverà nelle sale successive.
Le tre sale del Rubacuori
Superato l’ingresso, il ristorante si articola in tre ambienti con personalità distinte. La Sala del Rubacuori punta su tavolini a specchio e sedute argentate con schienale a forma di cuore, in tonalità pastello. L’Alcova sceglie invece un registro più rétro-chic, con divanetti rivisitati in chiave contemporanea e colori chiari. La Sala della Caccia, infine, gioca su arredi caldi e trofei in ceramica bianca, in un gusto volutamente manierista.
Il risultato, sala dopo sala, è un percorso che accompagna l’ospite senza mai risultare ridondante: ogni ambiente ha un carattere proprio, pur restando coerente con l’identità complessiva del ristorante.
La cucina di Domenico Mozzillo: creatività, gusto e colore
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Alla guida dei fornelli c’è l’Executive Chef Domenico Mozzillo, la cui filosofia si regge su tre pilastri: creatività, gusto e colore. Non si tratta di uno slogan vuoto. La destrutturazione delle ricette classiche passa infatti attraverso tecniche di cottura alternative e una selezione mirata degli ingredienti, capace di dare carattere al piatto senza tradirne l’anima.
Il colore, dal suo canto, non ha soltanto una funzione estetica. Le cromie in carta seguono la stagionalità delle materie prime, diventando quasi una mappa visiva delle scelte dello chef in un determinato periodo dell’anno.
Il menu, aggiornato con cadenza stagionale, propone una cucina mediterranea contemporanea con particolare attenzione ai piatti lombardi e campani: un viaggio, insomma, che collega il Nord e il Sud della penisola in un’unica proposta. A questo si aggiunge una selezione di ingredienti biologici a filiera corta (km0-100), formaggi a latte crudo sempre presenti in carta e una panificazione interna curata quotidianamente, pasticceria compresa.
“Ad occhi chiusi”: il percorso che si affida allo chef
Tra le proposte più interessanti del Rubacuori c’è senza dubbio il percorso degustazione “Ad occhi chiusi”. Il menu si compone di sei portate (due antipasti, un primo, due secondi e un dolce) pensate per sintetizzare l’essenza della cucina di Mozzillo.
La particolarità sta nel fatto che i piatti cambiano di volta in volta, seguendo la stagionalità degli ingredienti. Chi si affida a questo percorso, dunque, accetta consapevolmente di lasciarsi guidare al buio dall’estro dello chef, senza sapere in anticipo cosa arriverà in tavola. Un approccio che premia la curiosità più della certezza, e che in una città spesso frenetica come Milano regala un momento di sorpresa non scontato.
Gli altri percorsi tematici
Oltre ad “Ad occhi chiusi”, il ristorante propone quattro ulteriori percorsi a tema: il percorso Milanese, quello dedicato alla Carne, quello incentrato sul Pesce.
Tra le proposte attualmente in carta, il percorso Carne alterna manzo con pomodoro e dragoncello a bottoni ripieni di genovese, Parmigiano e pepe nero, per poi chiudere su agnello con melanzana affumicata e origano. Il percorso Pesce, invece, apre con scampo e pomodoro e prosegue con una mescolanza di crostacei e provola affumicata, fino alla triglia in bouillabaisse. Chi preferisce restare sul fronte vegetale può orientarsi verso proposte come lo spaghettone con acqua di pomodoro giallo e datterini marinati, o il peperone arrosto con ricotta e limone.
Non manca, per chi cerca rassicurazione più che sperimentazione, un percorso Tradizione che richiama classici come il risotto milanese “di Château” o il piatto de “l’Ingegnere”, rivisitazione personale della zuppetta di mare.
Tra le new entry più recenti spicca un percorso sensoriale dedicato agli oli italiani, pensato per valorizzare i piccoli produttori e le differenze territoriali tra le diverse regioni. La degustazione, che comprende quattro oli, viene accompagnata da pane e formaggi selezionati direttamente dallo chef Mozzillo.
La carta dei vini: tra grandi etichette e produttori locali
Sul fronte enologico, la proposta del Rubacuori si muove in parallelo alla cucina, alternando etichette blasonate a produttori locali più di nicchia.
Anche la selezione delle acque in carta segue una logica di attenzione al dettaglio.
Lounge Bar Mezzanotte

Usciti dalla sala ristorante, la sosta successiva (o precedente, per un buon aperitivo) è quasi obbligata al Lounge Bar Mezzanotte, ricavato nell’ex cortile esterno del palazzo e oggi parte integrante dell’hotel. Il nome è un omaggio all’architetto Paolo Mezzanotte, e l’ambiente non tradisce le aspettative: una cupola di vetro domina lo spazio, offrendo una vista sulla facciata della vicina Chiesa del Sacro Cuore ai Cappuccini.
Al centro della scena, un bancone d’antiquariato decorato con colonnine e patinature in rame accoglie drink, mocktail e bevande calde. Qui si passa dalla colazione informale al light lunch, dall’aperitivo al dopocena, in un unico ambiente versatile.
La Cella di Bacco: la cantina segreta per le occasioni private
Chi cerca invece un’atmosfera più intima troverà nella Cella di Bacco un vero e proprio angolo nascosto. La cancelleria d’ingresso, originale di fine Ottocento, insieme alla volta in mattoni rossi e a una raffigurazione dedicata al dio del vino, rende questo spazio ideale per degustazioni, cene riservate ed eventi privati.
Rubacuori Restaurant
c/o Château Monfort, Corso Concordia 1, Milano
Sito
Scontrino medio: 80/90 euro per menu fine dining (bevande escluse)
a cura di Simone Zeni



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