Emanuele Scarello

Chef

 

Nato a Udine nel 1970, si definisce un calciatore mancato e un grande appassionato della materia. Ma la sua essenza si esprime in cucina, dove sin da piccolo subisce la positiva influenza di Ivonne Bodigoi, mamma eccezionale e cuoca bravissima (scuola da Lenotre in Francia per lei) che ancora oggi continua a trasmettere il suo sapere.
Chef e patron del ristorante di famiglia, “Agli Amici dal 1887” a Udine, che ha conseguito due stelle sulla Guida Michelin 2013. Emanuele cura in particolare il menu e si occupa anche di catering per eventi importanti e consulenze.
Nel corso degli anni, subito dopo la scuola alberghiera e gli stage in Italia e all’estero, si impegna nell’instaurare contatti e collaborazioni con chef italiani ed europei, al fine di condividere le esperienze e diffondere la cultura gastronomica friulana. Questo impegno lo porta, dal 2002 a tutt’oggi, a partecipare a molteplici eventi gastronomici di rilevanza internazionale.
Tra le altre cose, ha ricoperto l’incarico di presidente italiano dell’associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe dal gennaio 2009 a marzo 2012.

Trattoria Agli Amici

Ristorante 
Il servizio di copertina del primo numero di Grandecucina del 2012 è dedicato a Emanuele e Michela Scarello e alla loro Trattoria degli Amici, di Godia, vicinissimo a Udine. Per un motivo molto semplice: da loro ho fatto la migliore cena del 2011, nel senso del miglior rapporto fra aspettative, che comunque erano assai elevate, e risultato. Confesso, e me ne vergogno, che non c’ero mai stato: lo so, è inaccettabile, ma sono cose che succedono e Udine è così lontana… Questo ristorante ha alle spalle una storia anomala, rispetto a quella di tantissimi consimili: è nato infatti nel lontano 1887 ed è sempre stato gestito dalla famiglia Scarello: siamo oramai al terzo secolo... Senza tornare agli esordi, nel secolo scorso per 40 anni è stato gestito dalla nonna Elsa: era una trattoria, sia chiaro, ma sempre di un certo tono. Poi arriva mamma Ivonne e il locale incomincia a crescere, sempre di più, pur restando una trattoria. Com’è questa loro cucina? Emanuele la definisce attuale e del territorio. Del territorio vuol dire non rifare le ricette di sempre, ma partire con le grandi materie prime, di cui il Friuli è ricco (ma tutte le regioni del nostro paese lo sono…) e cucinarle in modo nuovo, con le tecniche nuove, per salvare l’anima del passato, ma meno la forma. Un grande locale non è solo cucina. Poi c’è il servizio. E in questo Michela è bravissima, altrettanto quanto lo è Emanuele con le padelle: e papà Tito resta un aiuto altrettanto indispensabile di quanto lo è mamma Ivonne in cucina. Si considerano orgogliosamente osti, senza dubbi né esitazioni. Che vuol dire, in fondo, mettere il cliente al primo posto, curare l’ospite che di più non si può. Quali atti si debbano fare in pratica per farlo bene non è facile da scrivere: sono tante piccole cose, ciascuna non essenziale, tutte insieme fondamentali. Loro comunque lo fanno benissimo, in maniera esemplare perché, dicono, ce l’hanno nel dna, alla Trattoria degli Amici questo avviene da sempre, dal 1887, la cucina è cambiata ma l’attenzione al cliente è sempre stata la cifra del locale. L'ambiente. Dopo ampie ristrutturazione, oggi è uno spazio semplice ma elegante, in grado di far contento chiunque. Come chiunque è contento della loro carta dei vini, esemplare per prezzi e disponibilità, anche di vini al bicchiere. E il futuro? Sogni nel cassetto? Non ne hanno si scherniscono Emanuele e Michela, precisando: e poi bisogna lavorare bene e le cose si avverano, se esprimi i sogni è più difficile che si avverino… In sintesi, per chiudere, ben poche volte ho trovato in un locale una brigata così affiatata e con tanto entusiasmo, che resta il primo motore del successo. E come ho mangiato bene! www.agliamici.it
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