Grande Cucina

WAU, la Malesia sbarca sui Navigli: a Milano apre il primo ristorante esclusivamente malese

Milano aggiunge un nuovo tassello alla sua mappa gastronomica.

Ha infatti aperto da poco, in via Ascanio Sforza, WAU, il primo ristorante malese della città. Non si tratta, però, dell’ennesimo locale etnico a tema. Al contrario, dietro l’insegna c’è una storia di famiglia, che unisce l’autenticità della cucina malese alla passione tutta italiana per la buona tavola.

Una storia di famiglia arrivata da Kuala Lumpur a Milano

A guidare il progetto sono due founder malesi, Dato’ Freida Pilus e Fareed Hamzah, madre e figlio. Accanto a loro lavora l’executive chef Fairuz Zani Bin Ahamad, anche lui originario della Malesia. È quindi una squadra che conosce questa cucina dall’interno e che la custodisce in prima persona. L’obiettivo, del resto, è chiaro: raccontare la Malesia senza filtri, evitando di trasformarla in una moda passeggera o in una semplice curiosità esotica.

Il locale sul Naviglio Pavese

WAU Milano ristorante

Per il debutto milanese, i fondatori hanno scelto il Naviglio Pavese, una delle zone più vivaci e riconoscibili della città. Il ristorante si trova al civico 65 di via Ascanio Sforza e conta 60 coperti. Lo spazio è pensato per rimettere al centro il piacere di stare a tavola insieme.

Anche il nome, inoltre, ha un significato preciso. Il wau è il tradizionale aquilone malese, simbolo di manualità, pazienza e movimento. Allo stesso modo, il ristorante vuole restare ancorato alle proprie radici e, al tempo stesso, aprirsi allo scambio. L’aquilone diventa così un ponte ideale tra Malesia e Italia: due Paesi in cui il cibo è da sempre il cuore della vita familiare e della convivialità.

Il segreto delle spezie: il rempah

Il vero protagonista della cucina di WAU è l’uso sapiente delle spezie. Qui, tuttavia, non servono a coprire o a stupire con l’intensità. Piuttosto, il loro compito è creare equilibrio, profondità e armonia. Tutto parte dal rempah, la base di paste di spezie preparate fresche ogni giorno. Curcuma, zenzero, galanga, citronella, chiodi di garofano e anice stellato vengono macinati e lavorati con calma, così da sprigionare lentamente aromi e consistenze.

Di conseguenza, in cucina non esistono scorciatoie. Le preparazioni sono lunghe, le cotture lente e gli ingredienti sempre freschi. Si tratta di una filosofia vicina ai principi di Slow Food: rispetto per la materia prima, cura dei processi e attenzione per chi lavora la terra.

Hidang, l’arte di condividere

WAU Milano menu

Un altro elemento chiave dell’esperienza è l’hidang. Con questo termine si indica il modo tradizionale malese di servire i piatti al centro della tavola, perché tutti possano assaggiare. Le portate arrivano insieme, proprio come in una cena di casa. L’idea di fondo, infatti, è che il cibo abbia il potere di avvicinare le persone. Chi preferisce, comunque, può scegliere anche piatti individuali e vivere il pasto a modo proprio.

Il menu di WAU: dal Nasi Lemak alla Kari Laksa

Il menu di WAU propone alcuni dei grandi classici della tradizione malese. Il primo è il Nasi Lemak Ayam Goreng Berempah, considerato il piatto nazionale per eccellenza. Qui il riso al latte di cocco incontra il pollo fritto speziato, il sambal, l’uovo, il cetriolo, le arachidi e le acciughe croccanti.

Colpisce poi, anche a livello visivo, il Nasi Kerabu Terung Percik. Il suo riso è infatti di un blu naturale, ottenuto dai fiori di butterfly pea. Lo accompagnano verdure croccanti, salse ricche di umami e melanzana grigliata con una vellutata salsa al cocco. Infine, per chi ama i sapori avvolgenti, c’è la Kari Laksa: una ciotola di noodles in brodo di curry e cocco, con frutti di mare, tofu e verdure.

Anche la drink list, infine, racconta la storia del Paese. I cocktail si ispirano alla via delle spezie e a Malacca, antico crocevia di popoli e commerci lungo le rotte del Sud-Est asiatico.

WAU
via Ascanio Sforza 65, Milano
Prezzo medio a persona: 60 euro
Coperti: 60
Personale di sala: 3 (+1 bartender); Personale di cucina: 6.
Orari: da martedì a giovedì 17.00 – 24.00; venerdì e sabato 17.00 – 01.00; domenica 16.00 – 24.00.
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a cura di Simone Zeni