A Milano il debutto del nuovo progetto di Rossopomodoro segna un’evoluzione che va oltre il locale e il servizio. Un laboratorio gastronomico per sperimentare ricette, valorizzare i prodotti italiani e ampliare il dialogo tra cucina e pizza, in un’esperienza che comprende anche mixology e intrattenimento.
Rossopomodoro debutta nel segmento premium con Rosso, il nuovo locale di via Molino delle Armi a Milano.
Rosso, pizza e laboratorio gastronomico
Qui la cucina trova una propria identità accanto alla pizza, che resta il tratto distintivo del gruppo. «L’apertura di Rosso integra la nuova strategia aziendale che trasforma Rossopomodoro nel leader di mercato attraverso una duplice direzione: verticale, con il passaggio dal nostro classico Casual dining al QSR e, da oggi, anche alla proposta Premium, e trasversale, con la presenza della più ampia offerta di pizze sul mercato grazie al recente lancio delle nuove versioni croccante e al padellino», spiega Alessandro Lazzaroni, CEO di Rossopomodoro.
Il nuovo locale, però, non è soltanto un ulteriore presidio di mercato. «Rosso è anche il nuovo Lab di Rossopomodoro, dove presenteremo ogni mese nuove ricette stagionali, regionali e legate a denominazioni tipiche (DOP, IGP) con ingredienti premium provenienti da tutta Italia», prosegue Lazzaroni.
L’obiettivo è creare proposte da sperimentare nel ristorante milanese e poi, una volta consolidate, introdurre negli oltre 110 locali della rete. La cucina è protagonista di questo percorso e interpreta la tradizione italiana con nuove ricette e ingredienti selezionati.

Antonio Sorrentino, la cucina racconta i territori italiani
A guidare la proposta culinaria è Antonio Sorrentino, executive chef di Rossopomodoro, che durante la presentazione alla stampa ha illustrato il lavoro sui piatti e la volontà di valorizzare le materie prime italiane. Il menu unisce specialità regionali e classici italiani, dagli antipasti ai secondi. È nei primi che questo dialogo prende forma, la cacio e pepe gioca su tre pepi e la carbonara su due pecorini, mentre i paccheri alla spigola aprono alla cucina di mare. Il richiamo a Napoli emerge anche nel burger, che accoglie salsiccia, provola e friarielli e dà un’impronta locale a un piatto internazionale. La stessa identità accompagna il finale, dove sul carrello dei dolci, babà e pastiera raccontano la tradizione partenopea accanto al gelato al latte di bufala, in un confronto con grandi classici italiani tra cui tiramisù, cioccolatini e semifreddi.
La sperimentazione riguarda anche la capacità di rinnovare l’offerta senza perdere riconoscibilità. Il nuovo format diventa così un banco di prova per ricette che potranno essere valutate in base alla risposta dei clienti e successivamente introdotte negli altri ristoranti del gruppo.
«Partiamo dai prodotti italiani e lavoriamo per portarli in tavola attraverso proposte che ci rappresentino. Ogni mese valorizzeremo nuovi ingredienti e specialità del nostro Paese», precisa chef Sorrentino, a proposito del percorso di sviluppo della cucina.
Davide Civitiello e le nuove interpretazioni della pizza
Accanto alla cucina, il lavoro di Davide Civitiello, pizzaiolo del gruppo, si concentra sull’ampliamento delle tipologie di impasto e sulle diverse occasioni di consumo. Alla napoletana tradizionale si affiancano la pizza croccante, sottile e leggera, e quella al padellino, più alta, soffice all’interno e croccante all’esterno. A Rosso Molino trova spazio anche la pizza alla pala, proposta nel formato gigante, pensato esplicitamente per la condivisione, oltre al nuovo impasto chetogenico.
L’innovazione non si limita dunque alle farciture, ma coinvolge struttura, consistenza e formato. Una ricerca che punta a rispondere a gusti e abitudini differenti, mantenendo al centro la cultura della pizza e il patrimonio di competenze sviluppato dal gruppo.
Vino, mixology e convivialità completano il format
L’esperienza si estende alla carta dei vini, con etichette regionali, vino della casa servito in brocche realizzate in esclusiva per Rosso da artigiani di Vietri, un dettaglio che lega la tavola alla tradizione ceramica campana. Interessante il food pairing con etichette di Champagne e la selezione di birre artigianali, per arrivare alla cocktail list firmata da Bruno Vanzan, che interpreta ingredienti simbolo della cucina italiana attraverso sei creazioni costruite su pomodoro, grano, aceto balsamico, parmigiano, caffè e olio.
«Si può essere premium, rimanendo democratici», è il principio centrale del progetto. Un orientamento che si riflette anche negli spazi, articolati tra giardino d’inverno, lounge bar, terrazza esterna e sala con DJ set, pensati per accompagnare momenti diversi, dall’aperitivo alla cena fino al dopocena.
Rosso Molino si propone così come un luogo in cui cucina e pizza dialogano con il vino, la miscelazione e l’accoglienza. Sarà la risposta dei clienti a dire quali ricette resteranno in carta e quali no. Sul piano delle intenzioni, però, la direzione è già tracciata, ed è riassunta così da Alessandro Lazzaroni: «Rosso diventa il nuovo indirizzo per chi vuole sperimentare i diversi modi di gustare la pizza e una cucina che fa della tradizione un punto di partenza e non di arrivo, per offrire sempre qualcosa di inaspettato in ogni momento della giornata».
a cura di Mariacristina Coppeto



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