Chiudi gli occhi e pensa alle Langhe. Impossible sbagliare: vedi colline e vigneti, immagini vini e tartufi. Una cartolina, insomma, che tutti abbiamo in mente, ma che dietro è sostenuta da un sistema economico maturo, capace di generare flussi turistici importanti.
Parliamo di 1,73 milioni di pernottamenti nell’area Langhe Monferrato Roero nel 2025, con un +11,9% rispetto al 2024 (fonte Osservatorio LMR di Visit Piemonte DMO) e di sostenere una filiera vitivinicola da oltre 1,2 miliardi di euro di export, quella piemontese, di cui le Langhe sono il cuore pulsante.
Il 61% dei visitatori arriva dall’estero: Svizzera, Germania, Paesi Bassi, Francia, Stati Uniti. Non turisti di passaggio, ma ospiti con una motivazione precisa, che è proprio quella dell’enogastronomia, e una capacità di spesa coerente con essa.
Albeisa, la bottiglia che promuove il territorio
In questo contesto territoriale ed economico si inserisce il Consorzio Albeisa, perfetto esempio di come si possa tutelare la tradizione facendo promozione indiretta e attiva di un territorio.
Tutto comincia nel 1973, quando 16 produttori decidono di riutilizzare l’antica bottiglia Albeisa, la BOCG, scrivendone il nome in rilievo, per renderla facilmente riconoscibile ai consumatori. Viene costituita l’Unione Produttori Vini Albesi e siglata la stretta collaborazione con la Vetrerie Italiane di Dego, oggi Verallia, unica vetreria incaricata al tempo, di produrre la bottiglia Albeisa. In questo modo, il contenitore che viaggia per il mondo nei cinque continenti è già di per sé l’ambasciatore del grande contenuto di una bottiglia indissolubilmente legata alla terra di Langa e Roero.

Albeisa è di fatto la bottiglia dei grandi vini delle Langhe e del Roero. Conta 324 soci con 20 milioni di bottiglie utilizzate nel 2025. Non si tratta solo di una bottiglia, ma del simbolo dell’antica tradizione e validità vitivinicola del territorio in cui nascono alcuni dei più blasonati vini italiani.
Il legame che Albeisa ha creato con il suo territorio è ben saldo, ed è fatto anche di progetti paralleli, come la collaborazione con l’associazione “Save The Truffle” in un progetto volto a recuperare le aree boschive del territorio delle Langhe, piantando naturalmente alberi e arbusti che favoriscono la crescita del tartufo.
Questo intervento ha un duplice scopo: aiutare l’ambiente e ripristinare gli antichi paesaggi nell’ambito del magnifico territorio UNESCO, su cui si trovano i vigneti di Nebbiolo, sostenendo al contempo il prezioso tubero che ha scelto le Langhe per esprimere le sue caratteristiche migliori e più pregiate.
Indirizzi e progetti meritevoli

Degustazioni da Sala Albeisa
(Via Generale Govone 4, 12051 Alba CN)
Con l’obiettivo di raccontare il progetto Albeisa anche al pubblico, il Consorzio Albeisa ha recentemente aperto una sala degustazioni, per dare uno spazio concreto a chi voglia avvicinarsi ai vitigni autoctoni con l’expertise di chi questi vini li conosce in profondità.
Le degustazioni sono solo su prenotazione con prezzi a partire da 25€.
Shopping alla Cantina Comunale di La Morra
Via C. Alberto 2; La Morra (CN)
Per portarsi a casa un cadeau di qualità a un prezzo calmierato, la Cantina Comunale di La Morra offre una vasta scelta di vini, tutti prodotti nel comune: Barbera, Barolo, Dolcetto, Nebbiolo, Arneis, Nascetta di oltre 70 soci/produttori del Comune di La Morra.
Il tutto a pochi passi dallo splendido panorama dal Belvedere, con vista a 360 gradi sui vigneti.
DORMIRE
Relais Montemarino
Via Alba, 66 – Borgomale (CN)
Un casale del XIX secolo ristrutturato, con tanto di piscina, per godere al meglio della magia delle Langhe, dei suoi panorami ma anche dei suoi silenzi. 27 camere ristrutturate con gusto, per offrire un soggiorno di charme ma senza perdere autenticità.
Nella bella stagione, le colazioni vista colline rimarranno indimenticabili.
MANGIARE
Ostu di Djun
Via S. Giuseppe, 1 – Castagnito CN
Un luogo autentico in cui gustare la migliore cucina piemontese, con il plus di un’atmosfera resa unica dal carisma dell’oste, Luciano Marsiglia. Da non perdere il risotto con formaggio Raschera e uovo, una bomba di gusto, oltre che calorica. In estate, riservato un tavolo all’aperto.
Winebar Barolofriends
Piazza Walter Mazzocchi 3, Barolo (CN)
Dal pranzo alla merenda sinoira, passando per gli aperitivi, Barolofriends nasce nei locali di un vecchio grissinificio, a due passi dal Castello Comunale Faletti.
Ai piatti della tradizione piemontese, dal vitello tonnato alla cruda di fassona dai tajarin ai ravioli del “plin”, rigorosamente fatti a mano, si aggiungono i cicchetti veneziani, interpretazione creativa dello chef vicentino Imer Pegoraro.
Enoclub
Piazza Michele Ferrero, 4 – Alba (CN)
Nel cuore di Alba, nella centralissima Piazza Ferrero, Enoclub è uno dei riferimenti gastronomici di Alba. I sotterranei del Caffè Umberto, con le volte a botte e i mattoni a vista, ospitano una cantina di oltre 600 etichette (con ampio spazio ai grandi vini piemontesi) e una cucina che segue le stagioni con ingredienti a chilometro zero. Quando arriva ottobre, il tartufo bianco è protagonista indiscusso.
Ristorante Marc Lanteri
Via Serra, 21D – Castagnito d’Alba (CN)
Con una vista così bella, la cucina correrebbe il rischio di scomparire, se non fosse che Marc Lanteri (nato al confine tra Francia e Piemonte) ha trovato il perfetto punto di incontro tra territorio e Mediterraneo, con rigore e insieme leggerezza.
ESPERIENZE
Caccia al tartufo
Andare per boschi alla ricerca del tartufo è tra le immagini più iconiche delle Langhe, e vale davvero la pena farla almeno una volta nella vita. Piercarlo Vacchina, trifolau con oltre dieci anni di attività, guida i visitatori in tartufaia naturale con i suoi cani addestrati, declinando l’esperienza in due versioni: la Ricerca Simulata, perfetta per famiglie e gruppi, e la Ricerca Vera, per chi vuole vivere sul serio il rito della caccia, preferibilmente all’alba o di notte. Il tartufo bianco è di stagione tra ottobre e gennaio; il nero è disponibile quasi tutto l’anno.
Passeggiata nel centro storico di Alba
Alba è la capitale delle Langhe, e merita una passeggiata senza fretta. Il centro conserva l’impianto del castrum romano: le vie principali (Vittorio Emanuele e Cavour) erano già gli assi di una città che nel Medioevo guadagnò il soprannome di “città delle cento torri”. Alcune sono ancora integre, altre sopravvivono come tronconi inglobati negli edifici. Piazza Risorgimento è il cuore pulsante, con portici e palazzi storici. Da qui, tutto è a portata di passeggiata.
Visita alla Collezione Grinzane Cavour
Come un museo, ma senza porte e senza sale. La collezione Grinzate Cavour raccoglie un preziosissimo patrimonio vitivinicolo, con 500 varietà tra monori piemontesi (48%), minori di altra provenienza (20%), ma anche nazionali e internazionali. Si tratta di un progetto del CERN con IPSP nato nel 1992 grazie ad Anna Schneider, una delle massime esperte di ampelografia e genetica della vite
WiMu – Il Museo del Vino a Barolo
Castello Comunale Falletti, Barolo (CN)
Quattro piani, 25 stanze, un percorso che scende dall’ultimo piano fino alle antiche cantine del Castello Falletti. Il WiMu è il museo del vino più innovativo d’Italia: non celebra il Barolo con la retorica del blasonato, ma lo racconta attraverso le arti, la letteratura, il cinema, la storia. La collezione internazionale di etichette (oltre 282mila esemplari) è una delle più ricche al mondo. Aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.00.
Le Langhe, insomma, non sono solo una bella cartolina, ma un territorio che continua a offrire a chi lavora nell’ospitalità e nella ristorazione una lezione concreta. Il profilo del visitatore straniero, che rappresenta il 61% dei pernottamenti, è già di per sé un’indicazione operativa. Nel pieno rispetto del territorio, ogni progetto va pensato anche per chi arriva da lontano.
Il caso Albeisa ricorda che ogni scelta di presentazione, dal contenitore al kit di benvenuto, è già comunicazione territoriale. Così come le esperienze, dalla caccia al tartufo alla degustazione in cantina, non sono un contorno all’offerta, ma il suo centro: il turista enogastronomico viene qui per fare, e chi sa trasformare questo desiderio in un servizio strutturato aumenta il valore del soggiorno senza aggiungere camere. Infine, la sostenibilità: nei mercati che guidano l’export delle Langhe (Germania, Paesi Bassi, Svizzera), avere una storia ambientale credibile è sempre meno un valore aggiunto e sempre più una condizione d’accesso.
a cura di Chiara Carolei


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