Rosewood Hong Kong si conferma per il secondo anno consecutivo al vertice della classifica mondiale. Il Bel Paese brilla con sei hotel: Passalacqua, primo in Europa, e Casa Maria Luigia, protagonista dell'esordio al numero 18, conquista anche l'Highest New Entry Award.
Da Passalacqua sul Lago di Como, primo hotel europeo e numero 5 al mondo, alla new entry Casa Maria Luigia: sei indirizzi nostrani raccontano l’evoluzione dell’ospitalità italiana sulla scena internazionale nella classifica dei The World’s 50 Best Hotels 2026.
Se è stata l’Asia a salire sul podio dell’eccellenza dell’hôtellerie mondiale, è stata infatti l’Italia a dominare la scena in Europa alla quarta edizione della cerimonia di premiazione che si è svolta ieri a Parigi, nelle sale del Carrousel du Louvre.
Rosewood Hong Kong resta sul gradino più alto
A conquistare per il secondo anno consecutivo il titolo di miglior hotel al mondo è Rosewood Hong Kong, che sale ancora una volta sul gradino più alto del podio dopo il primo posto ottenuto nel 2025.
Secondo in classifica si posiziona Capella Bangkok, mentre terzo è il Four Seasons Bangkok at Chao Phraya River. Un risultato che conferma il peso crescente dell’Asia ai vertici dell’hôtellerie globale, ma la classifica sottolinea anche la centralità dell’Italia nella scena mondiale.
Passalacqua e Four Seasons Firenze tra i migliori d’Europa
Sono infatti sei gli hotel italiani nella top 50, con Passalacqua, sul Lago di Como, al numero 5 – già miglior hotel al mondo alla prima edizione degli Awards – vincitore del The Best Hotel in Europe e per il terzo anno consecutivo del Best Boutique Hotel Award. Un doppio riconoscimento che racconta la forza di un’ospitalità raccolta e personale, dove il carattere della destinazione diventa parte integrante dell’esperienza: «Le sorprese, come i sogni, non finiscono mai», ha commentato emozionata Valentina De Santis, Ceo & owner.
Four Seasons Hotel Firenze si posiziona al numero 12: «È un riconoscimento che celebra innanzitutto le persone che contribuiscono ogni giorno a rendere unico l’hotel», ha commentato Max Musto, il general manager. «Da secoli questi palazzi e giardini sono parte integrante della storia della città. Oggi abbiamo il privilegio di condividere questo straordinario patrimonio con i nostri ospiti, offrendo esperienze che li avvicinano in modo autentico alla cultura, all’arte e alle tradizioni fiorentine. Essere annoverati per il quarto anno consecutivo tra The World’s 50 Best Hotels rende omaggio alla passione del nostro team e all’inestimabile eredità che custodiamo».
Casa Maria Luigia, la grande sorpresa da Modena
La grande sorpresa arriva da Modena con Casa Maria Luigia, il progetto legato al mondo dello chef Massimo Bottura, che debutta direttamente al numero 18 e conquista anche il Lavazza Highest New Entry Award: «Con grandissimo orgoglio e gioia, Casa Maria Luigia entra a far parte di The 50 Best Hotels – ha spiegato Lara Gilmore – Questo riconoscimento è merito della passione, del duro lavoro, ma soprattutto di una squadra incredibile che ogni giorno si prende cura di questa casa e dei nostri ospiti, anche attraverso i gesti più piccoli. L’emozione più grande è portare con noi un pezzetto della nostra Emilia su un palcoscenico che riunisce i luoghi più belli del mondo».
Bvlgari Roma, Portrait Milano e San Domenico Palace completano la top 50
Completano la top 50 italiana Bvlgari Roma, al numero 32, e Portrait Milano, nuova entrata al numero 39: «Fin dall’inizio siamo stati guidati dal desiderio di distinguerci rispetto a quanto viene tradizionalmente proposto nel settore dell’ospitalità. Questa visione ha accompagnato ogni tappa del nostro percorso: volevamo creare non semplicemente un hotel, ma una destinazione, un punto di riferimento culturale e un vero luogo di incontro per la comunità locale. Portrait Milano, insieme alla sua Piazza, è molto più di un luogo in cui soggiornare: è un’espressione viva dello spirito stesso della città. Essere inclusi nella classifica The 50 Best Hotels rappresenta per tutti noi un riconoscimento di grande valore, che riflette la passione, la creatività e la dedizione che il nostro team mette ogni giorno nel proprio lavoro», ha detto Valeriano Antonioli, CEO di Lungarno Collection. Entra in classifica anche il San Domenico Palace a Taormina.
Sei hotel, sei destinazioni, un’unica arte dell’accoglienza
Sei indirizzi che attraversano il Paese dal Lago di Como alla Sicilia, passando per Firenze, Modena, Roma e Milano, e che restituiscono una fotografia articolata dell’ospitalità italiana contemporanea.
Sei hotel, sei destinazioni, sei modi distinti di intendere il lusso. E proprio nella loro diversità si legge l’unicità dell’arte dell’accoglienza dello Stivale: la capacità di accogliere il viaggiatore senza cancellare l’identità del luogo, trasformando il patrimonio, l’architettura, il paesaggio e la cultura in parte dell’esperienza. Il genius loci si traduce in sense of place, in connessione, legame con la destinazione e la comunità locale: l’esperienza si fa emozione, la memoria ricordo indelebile e desiderio di tornare.
È forse questa la fotografia più interessante emersa dalla serata parigina: il lusso italiano non è rappresentato soltanto dalla magnificenza degli spazi, ma dalla capacità di costruire un senso del luogo. Dal lago alla città d’arte, dall’Emilia alla capitale, da Milano alla Sicilia, ogni indirizzo porta con sé una storia diversa. E così, dietro i numeri della classifica, emerge un’Italia che continua a fare dell’ospitalità una forma di racconto. Un racconto fatto di luoghi da abitare, paesaggi da attraversare e identità da scoprire.
L’Italia domina anche tra il 51° e il 100° posto
Il successo dell’Italia, però, non si ferma alla prima metà della classifica: anche nella fascia compresa tra il 51° e il 100° posto, il Bel Paese si distingue con la rappresentanza più ampia in Europa, con nove hotel presenti. A guidare il gruppo è il San Pietro di Positano, al numero 58, mentre lo Splendido, A Belmond Hotel, Portofino si posiziona al numero 60.
Seguono alcune delle novità più interessanti della lista: Rosewood Castiglion del Bosco, a Montalcino, al numero 62; Orient Express La Minerva, a Roma, al 66; Forestis Dolomites, a Brixen, al 68; e Villa Treville, a Positano, al numero 91.
Completano la seconda parte della classifica italiana Borgo Santandrea ad Amalfi, al numero 84, Borgo Egnazia a Savelletri, al numero 88, e Reschio a Lisciano Niccone, al numero 95. Nel complesso, sono dunque 15 gli hotel italiani presenti nei primi 100 al mondo: un risultato che restituisce la straordinaria varietà dell’offerta italiana, dalla grande tradizione alberghiera alle dimore più intime, dai palazzi cittadini ai retreat immersi nella natura. L’Italia è maestra d’accoglienza.
Un ideale Grand Tour dell’hôtellerie d’autore
Il Bel Paese traccia così una geografia dell’ospitalità d’autore che coincide quasi con una geografia del viaggio, un ideale Grand Tour dell’hôtellerie d’autore: il Lago di Como, Firenze, Modena, Roma, Milano, Taormina, Positano, Portofino, Montalcino, le Dolomiti, l’Umbria e la Valle d’Itria. Una molteplicità di luoghi e storie, custodi di un’accoglienza memorabile.
a cura di Elisabella Canoro



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