Nel tempo, il mondo del vino e quello della ristorazione hanno spesso preso in prestito il linguaggio dell’arte contemporanea tra chef raccontati come autori, etichette pensate come opere visive, cantine e ristoranti trasformati in spazi culturali. Oggi, però, il rapporto tra questi mondi sembra andare oltre la sola estetica e diventare un modo diverso di raccontare il territorio, il paesaggio e i cambiamenti culturali che attraversano il nostro tempo.
È da questa riflessione che nasce con MetodoContemporaneo, il primo osservatorio permanente in Italia dedicato al dialogo tra arti contemporanee e paesaggio vitivinicolo, promosso dall’Università degli Studi di Verona insieme a BAM! Strategie Culturali, nato nell’ottobre 2025 e approdato a Vinitaly.
Il progetto MetodoContemporaneo
Il progetto non fotografa solo un fenomeno estetico o di tendenza, ma attraverso una ricerca scientifica nazionale ha mappato le realtà vitivinicole italiane che negli anni hanno costruito relazioni strutturate con il contemporaneo, dalle residenze d’artista alle collezioni permanenti, fino alle installazioni site specific e ai progetti di mecenatismo culturale.
La piattaforma online raccoglie così una rete di cantine che vedono nell’arte non un semplice elemento decorativo o di comunicazione, ma uno strumento capace di generare nuove forme di narrazione territoriale e nuovi modelli di fruizione culturale. Sullo sfondo emerge anche un’idea diversa di turismo enogastronomico, più lento, esperienziale, interdisciplinare e consapevole.
Il vino come mediatore culturale
Non è un caso che molti dei progetti più strutturati arrivino da aziende che negli anni hanno investito nel contemporaneo in modo continuativo, evitando l’effetto “evento”.
“Artisti per Frescobaldi nasce nel 2012 da un’idea di Tiziana Frescobaldi, con il desiderio di riallacciare il legame storico della famiglia con il mondo dell’arte, una relazione che attraversa oltre trenta generazioni. Negli anni il progetto ha invitato artisti internazionali a vivere il territorio di CastelGiocondo, a Montalcino, lasciandosi ispirare dal paesaggio, dalla storia della famiglia e dalla cultura del vino. Le opere realizzate sono entrate a far parte di una collezione permanente ospitata nella tenuta. Lo sguardo degli artisti ha reinterpretato il territorio attraverso linguaggi nuovi, capaci di restituirne complessità e profondità. Crediamo in una rete di luoghi dove arte contemporanea e viticoltura possano entrare in relazione, dando forma a nuove letture del territorio e del presente”, racconta Olimpia Eberspacher, curatrice di Artisti per Frescobaldi.
Il concetto chiave sembra essere proprio quello di usare l’arte come strumento di interpretazione del territorio e non solo come una cornice estetica. Un approccio che cambia anche il ruolo della cantina, sempre più vicina a quello di presidio culturale.
Dalla Sicilia a Verona: quando il contemporaneo entra in cantina
Lo stesso vale per Planeta, tra le realtà italiane che più hanno lavorato sul rapporto tra vino e arte contemporanea. “Ho seguito fin dall’inizio il percorso di MetodoContemporaneo e oggi ho avuto la sensazione che tutti i pezzi del puzzle si siano finalmente ricomposti. È un progetto che considero molto importante, perché mappare il dialogo tra vino e arte contemporanea significa costruire qualcosa di utile, concreto ed emozionante. Da anni lavoriamo con l’arte contemporanea attraverso Viaggio in Sicilia, la nostra residenza itinerante d’artista arrivata alla decima edizione, che porta artisti internazionali a scoprire una Sicilia autentica attraverso le nostre aziende e il territorio. Tra i progetti più recenti c’è la collaborazione con Claire Fontaine per On Fire, opera diventata anche etichetta di una nostra edizione limitata. Un lavoro che parla di cambiamento climatico, conflitti e relazioni umane. Forse anche il vino, oggi, può diventare un mediatore di relazioni diverse”, sottolinea Alessio Planeta, CEO e winemaker dell’omonima azienda di famiglia.
Ed è questa l’evoluzione più interessante, che vede il vino come dispositivo narrativo, capace di affrontare temi sociali, ambientali e identitari attraverso linguaggi trasversali.
Il caso Pasqua: il vino come linguaggio contemporaneo

Anche Pasqua Vini continua a muoversi in questa direzione, trasformando il rapporto tra vino e arte in una vera strategia culturale. Dal 2018 la cantina veronese ha investito circa 7 milioni di euro in progetti legati all’arte e alla creatività, sostenendo installazioni immersive, performance, collaborazioni con artisti internazionali e iniziative culturali tra Italia e Regno Unito.
Dopo aver annunciato il proprio ingresso tra i partner dell’Estate Teatrale Veronese 2026, Pasqua ha ribadito durante Vinitaly il proprio investimento sul dialogo tra vino e cultura attraverso il format “Sips of Art. When fine wine meets art”, inaugurando a Palazzo Maffei l’installazione immersiva Resonance dell’artista Sara Ricciardi.
Ma il progetto simbolo di questa visione resta Hey French: You Could Have Made It But You Didn’t, etichetta-manifesto della cantina, giunta alla quinta edizione. Un vero e proprio racconto che mette insieme sperimentazione enologica, provocazione culturale e linguaggio visivo contemporaneo. Il blend multivintage, pratica ancora poco diffusa nel vino fermo italiano, diventa qui un gesto creativo che rompe convenzioni e codici tradizionali. Anche l’immagine dialoga con il contemporaneo grazie all’etichetta dell’ultima edizione, firmata da CB HOYO, artista cubano noto per il suo linguaggio ironico, molto vicino alla GenZ.
Più che un’operazione estetica, quella di Pasqua sembra essere una dichiarazione di identità, ovvero, usare il vino come medium culturale capace di parlare a pubblici diversi, contaminando territori espressivi lontani tra loro.
Oltre l’estetica
La vera sfida oggi è capire se vino e arte riescano davvero a creare cultura, andando oltre la semplice ricerca dell’effetto estetico. Se l’arte contemporanea offre nuovi modi di leggere il presente, il vino mantiene un legame unico con la terra, il tempo e la convivialità. Ed è forse proprio in questo incontro tra esperienza concreta e visione culturale che il dialogo tra questi mondi continua ad avere senso.
In apertura: Daniela De Lorenzo, Artisti per Frescobaldi, Tenuta CastelGiocondo, Courtesy © Frescobaldi, Foto: Serge Domingie
a cura di Mariacristina Coppeto


Condividi l'articolo
Scegli su quale Social Network vuoi condividere