Corriere del pane

La digitalizzazione, una scelta sostenibile (e indispensabile)

Secondo l’Osservatorio Host l’ultimo biennio ha portato grandi cambiamenti nelle abitudini di consumo, cui le aziende del settore stanno rispondendo con prodotti innovativi e progetti multisensoriali ed esperienziali, accomunati dalla ricerca della sostenibilità.

Host 2023 (fieramilano a Rho dal 13 al 17 ottobre) diventa anche l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte e i trend dell’ospitalità professionale, il fuoricasa e il retail. Ecco le 3 principali tendenze secondo Osservatorio di HostMilano.

 

  1. Digital Out Of Home Experience

Non si tratta più semplicemente di fotografare un piatto al ristorante, ma di vivere una vera e propria Digital Out Of Home Experience (DOOH): un’esperienza immersiva e integrata, che coniuga tecnologie di intelligenza artificiale, realtà aumentata e uso avanzato dei social media.

I QR Code non saranno utilizzati più solo per i menu, ma diventeranno un canale per trasmettere i valori e i fattori caratterizzanti di una location e fornire tracciabilità sui prodotti, anche con informazioni salutistiche e nutrizionali. Lato cliente si diffonderà sempre più la realtà virtuale e aumentata – a partire dai video 3D – mentre il back office utilizzerà in maniera crescente i dati ambientali degli spazi di consumo (per esempio, tramite sensori) per offrire un’esperienza più personalizzata.

Allo stesso tempo, però, continueranno a svilupparsi le soluzioni tecnologiche cui abbiamo assistito negli ultimi anni: interfaccia utente sempre più intuitive, sistemi connessi e gestibili anche da remoto, automazione dei processi di routine per liberare risorse umane, macchine versatili e multifunzione, dispositivi a basso consumo energetico con parti riutilizzabili o in materiali riciclati o riciclabili, in un’ottica di economia circolare.

  1. L’Economia dell’Attenzione

La consapevolezza di quanto sia urgente agire per preservare gli ecosistemi si è molto intensificata negli ultimi tempi, anche in risposta ai sempre più numerosi eventi climatici estremi. L’ospitalità professionale ha iniziato ad adottare pratiche di sostenibilità che stanno riducendo l’impatto ambientale, ma nei prossimi mesi e anni occorrerà un cambio di passo: dai piani strategici all’attenzione quotidiana a ogni minimo dettaglio (che la clientela nota) che possa avere un impatto. Per questo, alcuni analisti hanno definito il nuovo paradigma “Economia dell’Attenzione”. Un paradigma che si traduce, per esempio, in messaggistica personalizzata e contestuale e in forme di creatività che, anche grazie alle tecnologie innovative, integrano la sostenibilità “by design”, ovvero fino dall’idea iniziale. Si tratta, in un certo senso, di tornare al rispetto per l’esperienza del mangiare e del bere dei nostri nonni e bisnonni. Grazie a questo approccio, a lungo termine l’Economia dell’Attenzione delineerà un paesaggio del fuoricasa radicalmente nuovo, molto più accattivante, perché focalizzato sull’esperienza e più dinamico, perché plasmato per rispondere velocemente alle esigenze in evoluzione, fino ad arrivare a rimodellare gli ambienti urbani di domani. Gli attori che sapranno interpretare al meglio questi cambiamenti otterranno anche un positivo ritorno di immagine e di reputazione per i loro brand.

Anche i progetti e il design rifletteranno questo orientamento per proporre, insieme a una personalizzazione crescente – che risponde alla sempre maggiore individualizzazione degli stili di vita – ambienti più esperienziali e multisensoriali: avvolgenti, rassicuranti, dove le tecnologie abilitanti saranno bilanciate con materiali “amichevoli”, integrazione del verde e, soprattutto, una rinnovata centralità del prodotto con nuove soluzioni per mettere in risalto materie prime e ingredienti naturali e metodi di preparazione ispirati alla tradizione.

 

  1. Macchinari e attrezzature “eco-friendly”

Puntare sulla digitalizzazione e sull’innovazione sostenibile significa anche rinnovare macchine, accessori e complementi e puntare su progetti eco-friendly. Un fattore che, insieme alla ripresa post-Covid, si riflette nei dati di settore. Secondo la società di ricerche di mercato Future Market Insights, quest’anno il valore del mercato globale del food service equipment raggiungerà i 44 miliardi di dollari, per toccare i 76 miliardi nel 2032 grazie a un incremento medio del +5,6%.

L’Italia è tra i Paesi produttori leader nel mondo e archivia un 2022 positivo, come confermano i dati di ANIMA (Confindustria Meccanica Varia con le sue associazioni). Le tecnologie hanno raggiunto una produzione stimata di 1.950 milioni di euro (+5,1% sul 2021) mentre le macchine per l’industria alimentare superano il miliardo e mezzo di euro (1.557 milioni di euro), grazie a un +2,8%. Il comparto delle macchine per caffè ha chiude il 2022 con una produzione di 545 milioni di euro, di cui più di tre quarti destinati all’export. Le tecnologie professionali per il food raggiungono complessivamente una produzione di 233 milioni di euro, con una quota export/fatturato del 69%.

 

Fonte: Osservatorio di HostMilano