Corriere del pane

Lotta allo spreco: +50% di pasti salvati.

Durante il 2022 Too Good To Go ha contribuito a salvare dallo spreco più di 79 milioni di pasti, quasi 25 milioni in più rispetto al 2021, lo dice il suo Impact Report 2022. Il pane è il secondo alimento più sprecato. Cosa possiamo fare?

Too Good To Go, l’azienda a impatto sociale e il più grande marketplace mondiale per le eccedenze alimentari, ha pubblicato il suo Impact Report 2022, che rivela i risultati significativi ottenuti nella sua mission di ispirare e responsabilizzare tutti a ridurre lo spreco alimentare. Il rapporto evidenzia alcuni dei traguardi più significativi raggiunti nel corso del 2022 a livello globale, tra cui: l’acquisizione di CodaBene, la startup francese che ha creato una piattaforma per aiutare i rivenditori a risparmiare tempo e denaro grazie a una migliore gestione dell’inventario e del sistema di date di scadenza; il lancio di Box Dispensa, con lo scopo di evitare lo spreco di cibo già nella fase di produzione e trasformazione della filiera e che vede coinvolta l’industria alimentare; l’iniziativa riguardante le date di scadenza dei prodotti per ridurre lo spreco di cibo anche a livello domestico, attraverso l’etichetta personalizzata “Spesso Buono Oltre” che, nel 2022, è stata apposta su oltre 1,7 miliardi di confezioni di prodotti alimentari. «L’anno scorso abbiamo cercato di alzare ancora ancora di più l’asticella. Abbiamo introdotto nuove soluzioni innovative, influenzato il cambiamento attraverso la nostra campagna di Etichetta Consapevole, i progetti di sensibilizzazione e il nostro impatto a livello politico; e abbiamo aiutato la nostra community a evitare che più di 79 milioni di pasti andassero sprecati. Questo Impact Report rappresenta un’opportunità per riflettere sui nostri risultati e per evidenziare le aree di miglioramento, con l’obiettivo di diventare un’azienda migliore, più responsabile e ancor più efficace», ha dichiarato Mette Lykke, Ceo di Too Good To Go.

Impatto positivo su larga scala
Nel 2022, Too Good To Go ha accolto 52.671 partner alimentari indipendenti e 395 nuovi brand sul mercato. Queste realtà si sono aggiunte ad alcuni dei maggiori operatori del settore alimentare. Con i soli Key Accounts, ha salvato quasi 44 milioni di pasti nel 2022, evitando l’equivalente delle emissioni di CO2 prodotte da un volo di 500mila passeggeri da Londra a Berlino. Insieme agli imprenditori locali, l’azienda è riuscita a evitare lo spreco di altri 33 milioni di pasti.

 

Sono più di 61,953 le attività tra panifici e pasticcerie a vendere pane, dolci, torte e croissant di fine giornata e ad attrarre nuovi clienti

Come salvare gli alimenti già nella fase di produzione della filiera alimentare

Il 18% di tutti gli sprechi alimentari in Europa avviene durante la fase di produzione (Fonte: Eurostat, 2020). Ecco perché, nel corso del 2022, è stata introdotta una nuova soluzione per l’acquisto di eccedenze direttamente dalle aziende alimentari, offrendo le Box Dispensa attraverso marketplace di Too Good To Go. Queste Box sono state un successo in Danimarca e nei Paesi Bassi, con un risparmio di 30.331 pasti nel 2022, e di recente, a maggio 2023, sono state lanciate anche in Italia con un’ottima accoglienza da parte degli utenti.

Gestire meglio l’inventario è utile nella lotta allo spreco
La piattaforma “FoodMemo”, ideata dalla startup francese CodaBene, aiuta le aziende a gestire meglio l’inventario per risparmiare cibo, tempo e denaro. Grazie a questa nuova tecnologia, i negozi di alimentari e altri rivenditori possono ridurre lo spreco di cibo, equivalente a una percentuale compresa tra l’1% e il 3% delle vendite annuali di un rivenditore di alimentari tipo (Fonte: ADEME, 2016). Questa tecnologia permette di:

– individuare rapidamente i prodotti prossimi alla scadenza dell’intero inventario del punto vendita.
– decidere in modo semplice e intuitivo sulla base delle informazioni smart in merito alla ridistribuzione delle eccedenze, con suggerimenti personalizzabili per i prodotti prossimi alla scadenza.
– (ri)distribuire le eccedenze alimentari, per esempio attraverso sconti.

Lanciata nel 2022 in Francia, questa nuova piattaforma raggiungerà presto anche gli altri Paesi in cui opera l’azienda.

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Piccola etichetta, grande impatto
All’interno dei Paesi dell’Unione Europea, il 50% dei consumatori afferma di essere confuso sulla differenza tra le diciture “da consumarsi entro”, “da consumarsi preferibilmente entro” e “da vendersi entro”. L’errata interpretazione di queste etichette è responsabile del 10% degli sprechi alimentari (Fonte: CE, 2018). Dal 2019, Too Good To Go ha stretto una partnership con alcune delle principali aziende di beni di consumo del mondo per incorporare la sua etichetta “Spesso Buono Oltre” sui loro prodotti. Queste etichette hanno lo scopo di informare i consumatori che un prodotto “scaduto” può essere ancora commestibile e incoraggiano quindi le persone a fidarsi dei propri sensi e a valutare il cibo in base al suo “aspetto, odore e sapore” prima di buttarlo.

Il pane è il secondo alimento più sprecato
Secondo l’ultimo report rilasciato da Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability, tra gli alimenti più sprecati nel nostro Paese troviamo, al secondo posto, il pane. Si stima, infatti, che mediamente un italiano spreca un 1 chilo di pane all’anno. Le motivazioni? Spesso è dovuto a una conservazione sbagliata di questo alimento che, sebbene frequentemente consumato nelle cucine italiane, può finire per seccarsi in breve tempo.

Meno scarti anche in panificio
Grazie all’App Too Good To Go sono più di 61,953 le attività tra panifici e pasticcerie a vendere pane, dolci, torte e croissant di fine giornata. Circa il 10% dei partner attivi sulla piattaforma di Too Good To Go sono infatti panifici. Tra di essi ci sono, per citarne alcuni: Le Polveri a Milano, Spaccio Galbusera Tre Marie in Lombardia ed Emilia Romagna, Pane Quotidiano in Friuli Venezia e Giulia, Gianfornaio a Roma, Forno Ghibellina a Firenze, Porta 1918 in Sardegna, Panificio la Maddalena in Puglia e Forno Brisa a Bologna.

La popolarità del pane è riscontrabile anche tra gli utenti dell’App: insieme a pizze, focacce, brioche e altri panificati, il pane rimane sicuramente tra i preferiti. Per diventare partner attivi e dare inizio alla vostra personale lotta allo spreco basta collegarsi a: https://www.toogoodtogo.com/it/business/bakery e registrare la vostra attività. Questa formula permette anche di attrarre nuovi clienti e incrementare le vostre opportunità di guadagno.

Se però cercate altri metodi per evitare gli sprechi esistono programmi che vi aiutano a gestire meglio le risorse, ne parliamo, sempre su questo numero, nella notizia: Ottimizzare le risorse con l’AI, realtà o fantascienza? 

Credits: Michelangelo Convertino

La birra con il pane e il pane con la birra
Lotta allo spreco significa anche impiegare il pane per produrre altro. L’utilizzo di cui oggi si sente parlare più spesso è quello della produzione di birra. Ne abbiamo parlato anche nell’edizione appena trascorsa di Bakery 4.0 (INSERIRE LINK AL PRIMO PIANO DEL CP 5) con Angelo D’Addato (Pane su Misura – San Ferdinando di Puglia, nella foto con l’impasto del pane con le trebbie di Michelangelo Convertino). nell’intervento dal titolo: Circolarità a 360°: la birra con il pane e il pane con la birra. Gli scarti della lavorazione del suo pane vengono utilizzati per la produzione di birra artigianale e, allo stesso tempo, gli scarti della stessa birra sono impiegati nel suo laboratorio per la produzione di pane. In particolare le radichette, un prodotto di scarto dei maltifici che il panificatore pugliese inserisce nell’impasto del pane, «Oltre a donare magnifici sentori di cioccolato contengono il 20% di proteine nobili e moltissimi sali minerali. Oltre che sulla bontà, il mio progetto vuole puntare sulla salute ed essere una garanzia per il consumatore», ha raccontato D’Addato sul palco di Bakery 4.0.

Biova Project contro lo spreco
Biova Project è una start up innovativa che si occupa di ridurre gli sprechi alimentari tramite la creazione di prodotti che seguono i principi dell’economia circolare e dell’upcycling. Ogni 150 kg di pane recuperato vengono prodotti 2500 litri di birra premium nel birrificio partner più vicino salvando il 30% di malto d’orzo dalle materie prime necessarie e risparmiando 1365 kg di CO2 all’ambiente.

Come funziona? Biova Project ritira il pane invenduto dai punti vendita con cui ha instaurato un rapporto, per esempio un quartiere o una regione, e lo utilizza per sostituire fino al 30 per cento della materia prima tradizionalmente usata per produrre birra: il malto d’orzo. La birra viene prodotta in laboratori locali già esistenti e distribuita in co-branding attraverso gli stessi canali di fornitura del pane invenduto, con un’etichetta che indica la provenienza del pane utilizzato.

“Torta di Pane” foto credits Too Good To Go

Se non vuoi più sprecare il tuo pane invenduto hai più di una possibilità, scopri di più leggendo qui.