Grande Cucina

Addio a Carlo Petrini, visionario fondatore di Slow Food

Il mondo della gastronomia, della sostenibilità e dell’attivismo ambientale piange Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, scomparso nella tarda serata del 21 maggio 2026 nella sua casa di Bra, in provincia di Cuneo. Aveva 76 anni.

Con la sua visione innovativa e il suo impegno per un sistema alimentare più giusto e sostenibile, Carlo Petrini ha rivoluzionato il rapporto tra cibo, ambiente e società, diventando una figura di riferimento internazionale.

Chi era Carlo Petrini

Carlo Petrini, conosciuto affettuosamente come “Carlin”, era nato a Bra nel 1949. Gastronomo, giornalista, scrittore e attivista, ha dedicato la sua vita alla promozione di un’alimentazione consapevole e rispettosa della biodiversità.

Nel 1986 fondò Arcigola, movimento che successivamente sarebbe diventato Slow Food Italia. Tre anni dopo, nel 1989, il Manifesto Slow Food venne firmato a Parigi da delegazioni provenienti da tutto il mondo, sancendo la nascita ufficiale del movimento internazionale.

Per oltre trent’anni Petrini ha guidato Slow Food, trasformandolo in una realtà presente in oltre 160 Paesi.

La nascita di Slow Food

Slow Food nasce come risposta culturale al fast food e all’omologazione alimentare. Il principio promosso da Petrini era semplice ma rivoluzionario: garantire a tutti un cibo “buono, pulito e giusto”.

Secondo la filosofia Slow Food, il cibo deve essere: buono, dal punto di vista del gusto e della qualità; pulito, prodotto nel rispetto dell’ambiente; giusto, con condizioni eque per produttori e lavoratori.

Questo approccio ha influenzato profondamente il dibattito globale sulla sostenibilità alimentare e sulla tutela delle tradizioni gastronomiche locali.

Terra Madre e l’Università di Pollenzo

Tra i più grandi progetti ideati da Carlo Petrini c’è Terra Madre, la rete internazionale nata nel 2004 che unisce contadini, pescatori, allevatori, cuochi, giovani e studiosi impegnati nella difesa delle comunità del cibo.

Nello stesso anno Petrini fondò anche l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la prima istituzione accademica al mondo dedicata allo studio interdisciplinare del cibo.

L’università ha contribuito alla nascita della laurea in Scienze Gastronomiche e alla formazione di migliaia di professionisti provenienti da oltre 100 Paesi.

Il legame con Papa Francesco e l’ecologia integrale

Negli ultimi anni Carlo Petrini aveva sviluppato un forte legame con Papa Francesco, condividendo l’impegno per la tutela del pianeta e la giustizia sociale.

Nel 2017 fu tra i fondatori delle Comunità Laudato Si’, ispirate all’enciclica del Pontefice dedicata alla cura della “casa comune”.

Dal dialogo con Papa Francesco nacque anche il libro Terrafutura – Dialoghi sull’ecologia integrale, dedicato ai grandi temi ambientali e sociali contemporanei.

I riconoscimenti internazionali

L’impatto del lavoro di Carlo Petrini è stato riconosciuto a livello mondiale. Nel 2013 il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente gli assegnò il premio “Champion of the Earth” nella categoria “Ispirazione e Azione”.

Nel 2016 venne nominato ambasciatore speciale della FAO per il programma Fame Zero in Europa.

La rivista Time lo inserì tra gli “eroi europei”, mentre il quotidiano britannico The Guardian lo incluse tra le 50 persone capaci di salvare il mondo.

L’eredità di Carlo Petrini

“Chi semina utopia, raccoglie realtà” era una delle frasi più amate da Carlo Petrini. Un pensiero che sintetizza perfettamente la sua vita e il suo impegno.

La sua eredità continuerà attraverso Slow Food, Terra Madre e tutte le persone che nel mondo promuovono un’agricoltura sostenibile, la biodiversità e una cultura del cibo più consapevole.

Con la scomparsa di Carlo Petrini, l’Italia perde uno degli intellettuali più influenti e visionari del nostro tempo.

Foto: Slow Food