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Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP: un pomodoro simbolo della pizza contemporanea

Tra gli ingredienti più citati nei menu delle pizzerie, il Piennolo del Vesuvio DOP: un pomodoro che unisce identità territoriale, lunga conservabilità e un profilo gustativo ideale per la pizza

Piccolo, intenso e immediatamente riconoscibile: il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP è oggi uno degli ingredienti più citati nei menu delle pizzerie contemporanee. I pizzaioli lo utilizzano soprattutto nelle preparazioni in cui il pomodoro resta protagonista, spesso appena scottato o addirittura crudo, per valorizzarne freschezza, consistenza e carattere.

Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP: un’antica tecnica di conservazione

Il nome di questa specialità deriva dal tradizionale sistema di conservazione, che ha radici nella cultura contadina vesuviana. I pomodorini vengono raccolti tra luglio e agosto e intrecciati in grandi grappoli – i cosiddetti piennoli – che vengono poi appesi in locali ventilati, dove possono conservarsi anche per molti mesi.

Questa straordinaria conservabilità è dovuta alla buccia spessa e alla polpa compatta, caratteristiche che distinguono nettamente questa varietà da molte altre. I frutti sono piccoli, generalmente fino a circa 30 grammi, con forma ovale e una tipica punta finale, il cosiddetto pizzo.

Il legame con il territorio vesuviano

Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP

A rendere unico il piennolo è anche il contesto agricolo in cui nasce. Deve essere coltivato in un’area molto circoscritta alle pendici del Vesuvio, caratterizzata da suoli vulcanici ricchi di minerali e da un microclima particolarmente favorevole.

«Perché possa essere considerato DOP deve essere coltivato nei 13 comuni del Parco Nazionale del Vesuvio più altri 5 contigui. D’altronde questo pomodoro è una forte espressione del territorio vulcanico», spiega Pasquale Imperato, presidente del comitato promotore della DOP e titolare dell’azienda agricola Sapori Vesuviani. «La coltivazione avviene spesso su piccoli appezzamenti terrazzati, difficili da meccanizzare e con rese relativamente basse».

La scelta dei pizzaioli

Dal punto di vista gustativo, il piennolo presenta caratteristiche particolarmente interessanti per la pizza. La polpa compatta, la buccia resistente e la concentrazione di zuccheri e acidi consentono di ottenere un equilibrio tra dolcezza e sapidità che regge bene anche la cottura ad alte temperature.

«Il gusto evolve anche nel tempo: appena raccolto è più fresco e dolce, mentre nei mesi successivi diventa più concentrato e complesso, gradevolmente amarognolo», prosegue Imperato. «È un gioiello agroalimentare dal grande valore gastronomico, da sempre protagonista della cucina napoletana: perfetto per le ricette di mare, di cui esalta la sapidità, ma ideale anche per la pizza».

Il paradosso del piennolo

Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP

Proprio il successo del piennolo nelle pizzerie contemporanee ha fatto emergere un curioso paradosso. Mentre il nome compare sempre più spesso nei menu, la produzione certificata resta relativamente limitata e legata a un territorio ristretto. Per questo diventa fondamentale prestare attenzione all’origine del prodotto.

«Per essere certi che si tratti davvero di Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP, la confezione deve riportare il logo DOP», ricorda Imperato. «Solo così si ha la garanzia che il prodotto sia coltivato alle falde del Vesuvio e certificato dall’organismo di controllo».

a cura di Valeria Maffei

La Pizza Napoletana

Diego Vitagliano

Il maestro pizzaiolo napoletano Diego Vitagliano ripercorre il suo lavoro di ricerca, la sperimentazione sulle tecniche e sugli impasti alternativi e svela le ricette che gli hanno permesso di aggiudicarsi il titolo di numero uno al mondo.

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