Con la Giornata della Terra del 22 aprile, torna centrale il tema dell’impatto ambientale del sistema agroalimentare. Secondo la FAO, le emissioni globali del settore hanno raggiunto 16,5 miliardi di tonnellate di CO₂, pari al 32% del totale mondiale.
In questo scenario, gli allevamenti rappresentano la principale fonte di emissioni, con 4,3 gigatonnellate di CO₂ equivalente. Un dato superiore persino a quello della deforestazione e nettamente più alto rispetto a trasporti e distribuzione.
Mangimistica circolare: la svolta per ridurre le emissioni
Una delle risposte più concrete arriva dalla mangimistica circolare, un modello innovativo che trasforma gli scarti alimentari in risorse.
Attraverso il recupero di ex-prodotti, eccedenze e surplus industriali, è possibile sostituire le materie prime vergini e ridurre fino all’80% le emissioni legate alla produzione di mangimi.
Come sottolinea Paolo Fabbricatore, CEO di Regardia:
“Le emissioni del settore zootecnico non si combattono solo negli allevamenti, ma ripensando l’intera catena degli input produttivi”.
Economia circolare e allevamenti: un modello scalabile
Il modello sviluppato in Italia dimostra che sostenibilità ed efficienza possono coesistere. Ogni anno vengono recuperate oltre 180.000 tonnellate di surplus alimentare, evitando sprechi e riducendo l’impatto ambientale.
In un Paese con milioni di capi allevati, la mangimistica circolare rappresenta una soluzione concreta e scalabile, supportata da analisi LCA che ne certificano i benefici su emissioni, suolo e acqua.
Gli 8 trend per allevamenti più sostenibili
La transizione verso una zootecnia sostenibile passa attraverso un insieme integrato di innovazioni. Ecco le principali:
Mangimistica circolare
Recupero di sottoprodotti agroalimentari per ridurre l’uso di risorse vergini e abbattere le emissioni.
Additivi per ridurre il metano
Utilizzo di fitomolecole e additivi per limitare le emissioni enteriche dei ruminanti.
Precision feeding
Sistemi automatizzati che ottimizzano l’alimentazione animale, riducendo sprechi e surplus.
Biogas e digestione anaerobica
Trasformazione dei reflui in energia rinnovabile e fertilizzanti organici.
Recupero dei nutrienti
Tecnologie per estrarre azoto e fosforo e reinserirli nel ciclo produttivo.
Sensori IoT in stalla
Monitoraggio in tempo reale per migliorare salute animale e performance ambientali.
Selezione genetica sostenibile
Sviluppo di animali più efficienti e con minore impatto emissivo.
Proteine alternative nei mangimi
Utilizzo di insetti e lieviti per ridurre la dipendenza da materie prime ad alto impatto come la soia.
Il futuro della zootecnia è sostenibile
Ridurre l’impatto degli allevamenti non è più un’opzione, ma una necessità strategica.
Le soluzioni esistono già e, se integrate lungo tutta la filiera, possono trasformare il settore da problema ambientale a motore di economia circolare.
a cura di Redazione Italian Gourmet


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