Fabrizio e Raffaele Mellino restano alla guida. Il ristorante tre stelle Michelin di Nerano si trasferisce nel nuovo ROMEO Massa Lubrense, il luxury hotel progettato da Kengo Kuma a Punta San Lorenzo, di fronte a Capri. Ma quello che rende l'operazione interessante non è il trasloco. Il punto vero è un altro.
Una famiglia storica della ristorazione italiana entra in una piattaforma alberghiera senza perdere il controllo della propria cucina. Lo racconta bene la nota diffusa dal gruppo.
«La famiglia Mellino ha scelto Romeo per accompagnare una nuova stagione di crescita» si legge nel comunicato. «È l’incontro tra una cucina nata sul mare di Nerano e l’esperienza del Gruppo nell’ospitalità di lusso. Fabrizio, Executive Chef, e Raffaele, F&B Manager, continueranno a guidare cucina e sala, la stessa mano, la stessa cura della materia prima, la stessa idea di accoglienza che hanno reso il Quattro Passi quello che è, con nuovi strumenti e nuove opportunità a disposizione. Il progetto guarda anche a un percorso più ampio di crescita del brand Quattro Passi, attraverso la codificazione e la valorizzazione del patrimonio di competenze dei Mellino e del Gruppo Romeo. L’obiettivo è costruire un modello riconoscibile e strutturato, capace di evolversi verso nuove destinazioni e nuovi format, in Italia e all’estero, preservandone identità ed eccellenza».
I Mellino restano alla guida
L’elemento decisivo dell’operazione è proprio questo. Fabrizio continuerà come Executive Chef, Raffaele avrà il ruolo di F&B Manager. Non è l’acquisizione di un’insegna separata dalla famiglia che l’ha costruita, ma il tentativo di portare quel patrimonio dentro una piattaforma diversa, più strutturata.

Fabrizio Mellino, ancora giovane, ha già affrontato uno dei passaggi più complessi per chi nasce in una grande famiglia della ristorazione, ereditare un ristorante importante senza restarne schiacciato. La terza stella Michelin ha certificato un percorso in cui ha saputo definire una propria identità, una cucina legata alla Campania e alla materia prima mediterranea, capace di un linguaggio contemporaneo e di una precisione tecnica che negli anni ne ha consolidato la posizione nell’alta ristorazione italiana. La sua storia dice anche altro. Il talento giovane non coincide sempre con la rottura rispetto alla generazione precedente. A volte il passaggio più difficile è prendere una storia esistente, capirne il valore, e portarla avanti cambiandone il linguaggio.
Il Gruppo Romeo non è nuovo a questo tipo di operazioni. Gestisce già hotel a Napoli e a Roma, e conosce bene il mestiere dell’ospitalità di lusso. Questo cambia la lettura dell’operazione. Non è un gruppo che entra per la prima volta nel settore e si affida a un nome noto per farsi conoscere. Ha già una struttura alberghiera consolidata, e ora sceglie di costruirci sopra un progetto gastronomico specifico.
Dal ristorante al sistema di ospitalità
Il nuovo progetto segna comunque un cambio di scala. I fratelli Mellino non saranno coinvolti solo nel ristorante, ma nella costruzione dell’intera proposta food and beverage dell’hotel, dalla cucina alla cantina, dal servizio alla relazione con l’ospite.
Racconta bene cosa sta succedendo oggi nell’alta ospitalità. Il grande ristorante non è più necessariamente un’entità autonoma dentro un albergo, sempre più spesso diventa il centro di un sistema in cui cucina, servizio, colazione, bar e room service devono parlare la stessa lingua.
Per uno chef questo significa soprattutto allargare il campo d’azione, dalla cucina alla gestione delle persone. Per Mellino è probabilmente la sfida più interessante di questa nuova fase.
Quattro Passi guarda oltre Nerano
Il Gruppo Romeo dichiara apertamente l’intenzione di lavorare sul Quattro Passi come marchio, codificandone competenze e modello per portarlo, in futuro, verso nuove destinazioni e nuovi format, in Italia e all’estero, un progetto che cambia davvero la dimensione dell’operazione.
Il Quattro Passi è stato per decenni prima di tutto un luogo. Trasformarlo in un marchio capace di vivere anche altrove significa capire quali elementi della sua identità sono legati in modo irripetibile a Nerano, e quali invece possono diventare un metodo.
Non basta mettere il nome di uno chef sopra una porta. Servono cultura gastronomica e una capacità di controllo che permetta di crescere senza diluire l’identità.
Per il Quattro Passi si apre una fase nuova, con da una parte il peso di una storia importante e delle tre stelle conquistate a Nerano, e dall’altra la possibilità di trasformare quella storia in qualcosa di più grande. In mezzo ci sono Fabrizio e Raffaele Mellino.
Seguirò con interesse se Fabrizio riuscirà a portare lo stesso rigore costruito a Nerano dentro un sistema molto più grande, senza che la cucina del Quattro Passi perda quello che l’ha resa unica, il legame con il mare e con la materia prima di quella costa.
a cura di Federico Lorefice



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