A Milano, nella Sala Belvedere di Palazzo Lombardia, si è svolta la terza edizione del Premio Aimo e Nadia per i Giovani, iniziativa promossa dal Gruppo Aimo e Nadia in collaborazione con Regione Lombardia. Un appuntamento che si conferma tra i più significativi nel panorama della formazione enogastronomica italiana, capace di unire scuola, impresa e istituzioni in un dialogo concreto sul futuro del settore.
Dopo le prime edizioni in Puglia, il Premio approda nel 2026 a Milano, città simbolo della storia del Gruppo Aimo e Nadia, dove oltre sessant’anni fa è nato un modello di ristorazione fondato su cultura, etica e legame con il territorio.
Nutrire il futuro tra cultura e consapevolezza
Il tema scelto per questa edizione, “Nutrire il Futuro: Cultura, Consapevolezza, Creatività”, riflette una visione contemporanea della cucina come strumento culturale ed educativo. Il progetto mira a creare un ponte reale tra formazione e mondo del lavoro, offrendo agli studenti esperienze concrete e opportunità di crescita.
L’edizione 2026 ha coinvolto nove istituti lombardi, dando vita a una rete diffusa di competenze e visioni. In un anno simbolico come quello delle Olimpiadi Milano-Cortina, il Premio assume un valore ancora più forte, richiamando principi come impegno, rispetto e collaborazione, tradotti nel linguaggio della ristorazione.
Il valore dei territori e della filiera
Il Premio rappresenta l’espressione concreta del progetto Territori Aimo e Nadia, che promuove una connessione autentica tra cucina, agricoltura e artigianato. In questo contesto, il piatto diventa racconto, identità e responsabilità.
Gli studenti sono chiamati a interpretare la tradizione lombarda attraverso creazioni originali, valorizzando materie prime locali e adottando un approccio sostenibile e consapevole, in linea con le sfide della ristorazione contemporanea.
La sfida tra cucina, sala e pasticceria
La giornata finale ha visto protagonisti i giovani talenti nei tre ambiti chiave della ristorazione: cucina, sala e pasticceria. Una competizione intensa, in cui tecnica e creatività si sono intrecciate alla capacità di raccontare il cibo.
A valutare i partecipanti una giuria autorevole composta da professionisti del settore, tra cui Alessandro Negrini e Stefania Moroni, affiancati da esperti del mondo della comunicazione, del design e delle istituzioni. Un approccio multidisciplinare che ha permesso di cogliere il talento in tutte le sue sfumature.
I vincitori dell’edizione 2026

A distinguersi sono stati gli studenti di AFOL Metropolitana Pieve Emanuele, primi classificati con un piatto che unisce tecnica e territorio: gnocco di patate ripieno di formaggio Monterone in infusione di fieno alpino. Sempre AFOL conquista anche il primo posto in pasticceria con “Ris-otto”.
Ottimi risultati anche per Cr Forma, secondo classificato con il “Risotto primavera del Po”, e per CFPA Casargo, terzo con una reinterpretazione creativa della cassoeula. Piatti che raccontano una nuova generazione capace di innovare senza perdere il legame con la tradizione.
Opportunità concrete per i giovani
Uno degli elementi distintivi del Premio è rappresentato dalle opportunità offerte ai vincitori, che potranno accedere a percorsi di formazione retribuiti all’interno delle realtà del Gruppo Aimo e Nadia. Un’esperienza che può trasformarsi in inserimento professionale, rendendo il Premio un vero trampolino di lancio.
Questo modello consente di superare la dimensione della semplice competizione, offrendo ai giovani strumenti concreti per costruire il proprio futuro nel mondo della ristorazione.
Un progetto tra pubblico e privato
La collaborazione con Regione Lombardia rafforza il valore istituzionale dell’iniziativa, configurandola come esempio virtuoso di sinergia tra pubblico e privato.
Il Premio diventa così una piattaforma di dialogo capace di valorizzare il talento e sostenere lo sviluppo di una filiera enogastronomica più consapevole.
a cura di SZ


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