Chef e Ristoranti

L'Osteria Francescana di Massimo Bottura è il ristorante migliore del mondo

“Va al massimo” Bottura. Scala la classifica mondiale dei World’s 50 Best Restaurants Awards 2016 e conquista il gradino più alto del podio. Dietro di lui: i Roca brothers de El Celler de Can Roca di Girona e Daniel Humm dell’Eleven Madison Park di New York. Città dove ieri, per la prima volta, sulla ribalta del Cipriani Wall Street, si è tenuta la cerimonia ufficiale dell’evento gastronomico mondiale. Perché proprio NYC? Perché è simbolicamente da qui che prende il via un viaggio gourmet pronto a far tappa nell’australiana Melbourne il prossimo anno.

Ottima comunque la performance degli chef italiani, visto il 17esimo posto del Piazza Duomo di Enrico Crippa, il 39esimo de Le Calandre degli Alajmo e il 46esimo del Combal.Zero di Davide Scabin. Festeggiamenti pure per la Spagna che conta al settimo posto il Mugaritz di San Sebastian, al decimo l’Asador Etxebarri di Axpe e al 29esimo il Tickets di Barcellona. E se il Perù celebra il Central di Lima al quarto posto, la Danimarca tiene alto il vessillo con il Noma di Copenhagen al quinto posto. Mentre la Francia guarda con occhi fieri il Mirazur di Mentone. E non solo. Il famoso pasticcere Pierre Hermé si aggiudica infatti il World’s Best Pastry Chef Award 2016, griffato Cacao Barry; il ristorante parigino Arpège guadagna il 19esimo posto e pure il Diners Club® Lifetime Achievement Award, e la chef Dominique Crenn, operativa a San Francisco, diviene The World’s Best Female Chef dell’anno.

Ma come viene stilata questa global list, capace di sorvolare ventitré Paesi e sei continenti? La lista viene compilata sulla base dei voti di The Diners Club® World’s 50 Best Restaurant Academy: un influente gruppo di oltre mille leader internazionali del settore ristorativo. In pratica: un’accademia suddivisa a livello mondiale in 27 regioni, ognuna delle quali conta 36 membri (con tanto di presidente). Ciascun membro può esprimere fino a sette preferenze, almeno tre delle quali devono andare a ristoranti al di fuori della propria regione d’appartenenza. Perché da lontano si osserva tutto con imparzialità. Persino Massimo Bottura sostiene che la sua cucina contemporanea onora territorio e tradizione. Sì, ma “una tradizione vista a 10 chilometri di distanza”. 

 

Foto di Carlo Fico