Chef e Ristoranti

Ristoranti del Buon Ricordo. Una tradizione lunga più di 50 anni

Una storia lunga e gloriosa, quella dell’Unione dei ristoranti del Buon Ricordo, che oggi compie 54 anni e che racchiude sotto il suo marchio un centinaio di insegne, tutte espressione della grande cucina regionale italiana. A raccontarci questa storia è Cesare Carbone del Ristorante Manuelina di Recco (Ge), Presidente dell’Unione Ristoranti Buon Ricordo.

A cura di Daniela Guaiti

 

Il piatto del buon ricordo ha nell’immaginario comune un sapore un po’ “antico”: in cosa consiste l’attualità dell’associazione?

«Cinquantaquattro anni di storia non possono non avere un sapore di antico. Ma noi vogliamo vederlo come un sapore di esperienza. L’idea “attraverso un paese e la sua cucina” nata 54 anni fa la troviamo calzante a pennello per i nostri giorni. Il Buon Ricordo per il futuro vuole essere un gruppo di ristoranti “sicuri”, dove il buongustaio possa fermarsi per assaporare la vera cucina del territorio, senza rischiare brutte sorprese. Vogliamo anche fare da traino al turismo delle nostre terre, considerato che la gastronomia è oggi in vetta alle motivazioni che spingono i viaggiatori a scegliere una meta piuttosto che un’altra. Il nostro nuovo motto (su cui ci impegneremo in modo particolare) è “Scegli un ristorante del Buon Ricordo, goditi qualche ora di buona tavola e cordialità e poi visita tutto quello di bello e buono ti offre il territorio!”. Come si fa fra amici, col passaparola, così il ristoratore del Buon Ricordo farà da guida nell’indicare le cose della sua terra che meritano veramente di essere scoperte».

Alcuni pensano al Buon Ricordo come a una bandiera della cucina tradizionale in opposizione alla cucina gourmet. È così?

«Nessuna opposizione a nessuna tipologia di cucina. Il Buon Ricordo vuole senz’altro difendere la cucina tradizionale del territorio, i piatti codificati per intenderci. Ma nulla vieta ovviamente (cosa che fanno) agli chef del Buon Ricordo di sperimentare anche ricette innovative, partendo dalle materie prime del territorio. L’importante è che a tutti gli ospiti rimanga un “buon ricordo” del pranzo o della cena».

Chi sono oggi i collezionisti di questi piatti?

«Il collezionismo è stato molto importante per i ristoranti del Buon Ricordo. A tal punto che spesso veniamo definiti “quelli del piatto”. Il boom del collezionismo si è ultimamente affievolito, ma rimane viva ed è davvero molto attiva l’Associazione Collezionisti Piatti del Buon Ricordo che organizza convivi nei nostri ristoranti. Per il futuro noi vorremmo davvero avere sì collezionisti di piatti (quando c’è la passione, è il massimo) ma soprattutto vorremmo avere ospiti dei nostri ristoranti  “collezionisti di emozioni”. Questo è il nostro fine».

Esperienza, valori, storia: che cosa è rimasto intatto nell’Unione in 54 anni?

«Dopo 54 anni di vita, possiamo dire che è davvero un record essere qui a parlare di un’unione di ristoratori ancora molto sentita fra i suoi associati e conosciuta dalla gente. Siamo consapevoli di essere una categoria di artisti anarchici. Per noi l’importante è sempre, in primis, la nostra bottega. Essere ancora vivi e volere ripartire, come stiamo facendo, con marce alte dopo 54 anni è dovuto al fatto che prima di tutto siamo un gruppo di amici che amano la cucina e la nostra bella Italia, e che si scambiano continuamente pareri ed esperienze. Se non vi fosse stata l’amicizia a legarci, il Buon Ricordo sarebbe già morto e sepolto. Far parte del Buon Ricordo è per noi un piacere, ma anche un onore e ci riempie di orgoglio».

E dove guarda il futuro? Quali progetti?

«Per il futuro vogliamo guardare al mondo. Le distanze di oggi non sono più quelle di 54 anni fa. Il nostro sguardo è aperto al mondo. Vogliamo dare vita ad un circuito di ristoranti italiani che non si fermi dentro i confini della Penisola. Stiamo lavorando per questo e presto avremo i primi frutti. Allo stesso modo il Buon Ricordo non vuole correre da solo. Nel nostro lavoro di tutti i giorni abbiamo a che fare con splendide realtà nazionali, che da una vita sono nostri fornitori e amici. Ora vogliamo che anche loro diventino nostri partner per le avventure che ci accompagneranno nei prossimi anni. Di idee ne abbiamo tante. Di tempo libero poco. Ma certamente sentirete parlare spesso di noi nei prossimi mesi. Dopo 54 anni vogliamo cambiare marcia, e i presupposti per fare qualcosa di valido ci sono tutti. Vogliamo che chi entra nei ristoranti del Buon Ricordo esca consapevole di aver vissuto un’esperienza emozionante. E proprio perché non sia dimenticata, si porterà a casa (oggi come 54 anni fa) un bellissimo piatto decorato a mano dalle Ceramiche Solimene di Vietri sul Mare».