Nel cuore del centro storico di Palagonia, in provincia di Catania, ha aperto da poco un nuovo locale destinato a far parlare di sé.
Cuttigghiu si trova in via Vicolo Merli 15 ed è nato dalla volontà di Lucio e Giovanni Musumeci, due giovani imprenditori del posto, di restituire vita a uno spazio storico rimasto chiuso per anni.
Ad accompagnarci alla scoperta di questo progetto è il pizzaiolo Raffaele Castro, che ci racconta l’idea alla base del locale, l’incontro tra cucina e pizzeria e la filosofia che guida la scelta degli ingredienti.
Quando ha aperto Cuttigghiu ?
Il locale ha aperto da poco meno di un mese. Appartiene a Lucio e Giovanni Musumeci, due fratelli e giovani imprenditori che hanno deciso di ridare vita a uno storico locale nel cuore del centro storico di Palagonia. Infatti, hanno creduto fortemente in questo progetto, investendo nella riqualificazione di uno spazio chiuso da anni. L’obiettivo, in sostanza, è offrire qualcosa di nuovo al paese.

Da dove nasce il nome dell’insegna?
“Cuttigghiu”, in dialetto siciliano, indica una piccola via senza sbocco. Si tratta di un luogo dove un tempo i vicini si incontravano e trascorrevano le serate in chiacchiere. Il locale, infatti, si trova proprio nel centro storico e il suo ingresso si affaccia su uno di questi caratteristici cuttigghi. Da qui, dunque, è nata l’idea del nome: un omaggio al luogo, alle nostre radici e alla storia del paese.
Chi la affianca, in particolare, nel suo lavoro quotidiano?
Ho la fortuna di lavorare al fianco dello chef Fabrizio Moschetto, professionista con oltre trent’anni di esperienza maturata in Italia e all’estero. Anche lui è originario di Palagonia e ha scelto di tornare nel suo paese per sposare questo progetto. Insieme, quindi, abbiamo condiviso la visione di Lucio e Giovanni: far rinascere uno storico locale del centro e proporre un’esperienza diversa, in cui cucina e pizzeria convivono perfettamente. Abbiamo due menu distinti, uno dedicato alla cucina e uno alla pizzeria, ma il nostro obiettivo è offrire un’unica esperienza gastronomica, dove le due anime del locale si completano a vicenda.

Come descriverebbe l’ambiente del locale?
Il locale è stato completamente ristrutturato. Innanzitutto, è stata realizzata una seconda sala che ci ha permesso di avere sia la cucina che la pizzeria completamente a vista, aumentando anche il numero di coperti. L’ambiente, inoltre, è caldo e accogliente, ma racconta anche una storia. Durante i lavori di ristrutturazione, infatti, sono emerse splendide mura in tufo che abbiamo deciso di lasciare a vista. Oggi rappresentano uno degli elementi distintivi del locale, creando un contrasto molto suggestivo tra la pietra antica e il design moderno.
Come si compone il menu?
Il menu della pizzeria parte dalle grandi classiche, quelle che ogni cliente si aspetta di trovare: Capricciosa, Diavola, Tonno e Cipolla e tutte le pizze che fanno parte della tradizione. Accanto a queste, ho creato quattordici pizze speciali, ideate esclusivamente per questo progetto, arrivando così a un totale di ventiquattro pizze in carta. L’idea, infatti, è quella di far evolvere il menu seguendo la stagionalità, inserendo periodicamente nuove proposte e specialità del mese. Parallelamente, c’è il menu firmato dallo chef Fabrizio Moschetto, così da offrire ai nostri ospiti un’ampia possibilità di scelta. Collaboriamo quotidianamente nella selezione delle materie prime, valutando qualità, stagionalità e disponibilità dei prodotti. Cerchiamo sempre, infatti, di valorizzare il più possibile le eccellenze del nostro territorio: salumi, carni, formaggi, oli e tanti altri prodotti locali.

Un cliente che viene per la prima volta cosa dovrebbe assolutamente assaggiare?
Direi senza dubbio la Guance Rosse. Si tratta di una pizza con provola affumicata, guancia di maiale brasata al vino rosso, patata al forno e rosmarino. Rappresenta perfettamente, infatti, l’incontro tra il mondo della cucina e quello della pizzeria ed è probabilmente la pizza che meglio racconta la nostra idea di ristorazione. Per chi invece preferisce un gusto più delicato e fresco, consiglio la Regina Melongena: pesto di melanzane, fior di latte, prosciutto cotto, pomodorini semi dry rossi, fonduta di Grana Padano e basilico fresco. È una pizza equilibrata, elegante e molto profumata.
Come seleziona gli ingredienti?
Collaboriamo sia con aziende siciliane sia con realtà di riferimento nazionali. Per le farine, ad esempio, utilizziamo Petra – Molino Quaglia, per il fiordilatte ci affidiamo a Latteria Sorrentina e scegliamo pomodoro San Marzano per garantire uno standard qualitativo elevato. Ancora il crudo Levoni Don Romeo 24 mesi e il cotto Branchi AQ. Il nostro obiettivo è ampliare sempre di più la rete di produttori siciliani. Stiamo facendo, infatti, un importante lavoro di ricerca sul territorio per individuare aziende che condividano la nostra filosofia. La Sicilia, del resto, offre eccellenze straordinarie: dai grani antichi alle carni dei Nebrodi, dai formaggi del Ragusano agli oli extravergine, fino ai tanti piccoli produttori che meritano di essere valorizzati. Vogliamo, in definitiva, che la nostra cucina e la nostra pizza raccontino sempre di più questa terra.
a cura di Redazione Italian Gourmet



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