Tra volatilità dei mercati, aumento dei costi e sostenibilità sempre più regolata, il caffè passa da commodity “stabile” a variabile strategica per l’offerta (e la marginalità) del fuoricasa.
Il 2026 si apre con un dato evidente a tutta la filiera: il caffè è entrato in una fase di instabilità strutturale, dove la materia prima non segue più dinamiche prevedibili e i prezzi restano elevati, condizionati da fattori climatici, logistici e geopolitici. Nonostante ciò, a livello mondiale, continua a essere una delle commodity più scambiate e consumate.
Le previsioni per il biennio 2025/26 indicano un consumo globale che supera i 170 milioni di sacchi da 60 kg, spinto non solo dai mercati storici europei e nordamericani, ma anche dall’espansione della domanda in Asia e nei paesi emergenti.
Per quanto riguarda i prezzi, dopo i picchi del 2024 e le oscillazioni del 2025, le quotazioni internazionali si sono mantenute ben al di sopra delle medie storiche. In Italia, nel 2025 il prezzo al consumo del caffè è aumentato di oltre il 20% rispetto all’anno precedente, un dato che inevitabilmente si trasferisce lungo tutta la catena.
Il caso Italia
L’Italia non è un paese produttore di caffè verde: la sua forza è legata alla trasformazione, alla torrefazione e alla capacità di costruire valore aggiunto. Per questo, il sistema nazionale dipende in modo diretto da importazioni e dinamiche internazionali della materia prima.
Nel 2024 l’Italia ha importato circa 703,5 milioni di chilogrammi di caffè verde, con una crescita in volume dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Quanto alle origini, circa il 37% proviene dal Brasile, seguito dal Vietnam con circa il 20% e dall’Uganda, che negli ultimi anni ha rafforzato la propria presenza con circa il 14%. India e altri paesi africani e asiatici completano il quadro di un approvvigionamento sempre più diversificato.
Le tendenze per il 2026
Guardando alle tendenze per il prossimo futuro, il mercato si muove lungo direttrici ormai consolidate. Da un lato, cresce l’attenzione verso segmenti premium, monorigini e specialty, con una domanda sempre più sensibile a qualità, profilo sensoriale e narrazione di prodotto. Dall’altro, si rafforza il tema della sostenibilità, non più solo come elemento reputazionale, ma anche come asse regolatorio e commerciale.
La normativa europea sulla deforestazione
Proprio nella direzione della sostenibilità va il Regolamento UE sui prodotti “deforestation-free” (EUDR). Questa normativa dell’Unione Europea, che include anche il caffè, è volta a garantire che i prodotti consumati o esportati dall’UE non contribuiscano alla deforestazione o al degrado forestale globale. L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto dell’UE su deforestazione, perdita di biodiversità ed emissioni di gas serra legate alle filiere globali
L’entrata in applicazione dell’EUDR è prevista dal 30 dicembre 2026 per operatori grandi e medi dal 30 giugno 2027 per micro e piccoli operatori. La filiera dovrà attrezzarsi con dati di origine, documentazione, geolocalizzazione e sistemi di controllo. Per il B2B, questo inciderà sui rapporti di fornitura, sulla continuità degli approvvigionamenti e sul costo complessivo della materia prima.
La nuova norma europea sulle macchine da caffè
Pubblicata ad aprile 2025 grazie al lavoro di Ucimac – l’Associazione dei Costruttori di macchine e attrezzature per caffè, professionali e semi-professionali – federata Anima Confindustria, la norma CEI EN 50730:2025-05 definisce criteri univoci per la misura dei consumi energetici e della produttività delle macchine da caffè professionali.
Introducendo per la prima volta metodi di misura uniformi per il consumo energetico e la produttività delle macchine da caffè professionali e commerciali, questa norma rappresenta un passo significativo verso una maggior trasparenza del mercato, a beneficio dell’intera filiera, che potrà contare su strumenti di valutazione oggettivi, per orientare le proprie scelte di acquisto e investimento.
Foto: Adobe Stock
a cura di Valeria Maffei
Caffetteria Gourmet
Gianni Cocco
Un viaggio alla scoperta del mondo del caffè, a partire dall’espresso, passando per il caffè filtro, si arriva sino alle bevande vegetali, al cioccolato, al tè e alle spezie.


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