Il Pasticcere e Gelatiere

SIGEP 2026: quando i libri diventano strumenti di lavoro

Italian Gourmet al centro del confronto tra contenuti, metodo e visione

SIGEP è molto più di una fiera di prodotto. È un osservatorio privilegiato su ciò che sta accadendo – o sta per accadere – nel nostro mondo, quello di pasticceri, panificatori, gelatieri e ristoratori. In questo contesto, la presenza di Italian Gourmet, in fiera a Rimini, ha avuto un significato preciso: portare i contenuti al centro della conversazione.

Allo stand, i libri non sono stati semplicemente esposti, ma raccontati, discussi, messi in relazione con il lavoro quotidiano di professionisti e appassionati evoluti. Le presentazioni con gli autori si sono trasformate in momenti di confronto reale, oltre i microfoni e gli autografi, in cui la tecnica è tornata a essere linguaggio comune e il libro uno strumento di lavoro, non un oggetto da vetrina.

È stato fondamentale, per noi, per capire come il lettore cerchi di comprendere i processi, non solo replicare risultati. Non scorciatoie, non formule magiche, ma metodo, consapevolezza e capacità di lettura.

Partire dai fondamentali

I volumi dedicati alla lievitazione, alle bilanciature e alla costruzione degli impasti hanno suscitato grande interesse proprio per questo motivo: perché offrono chiavi di interpretazione, non soluzioni preconfezionate. Sono i libri che aiutano a organizzare il lavoro, a prevenire errori, a costruire costanza e qualità nel tempo.

Penso alla collana sulle bilanciature in pasticceria, di Rita Busalacchi, o al nuovo nato in tema di gestione della pizza – Il manuale del pizzaiolo moderno – a cura di Valentino Tafuri. E ancora, al tema del lievito madre, nella gestione di Beniamino Bazzoli o in quella a coltura liquida, di Oscar Pagani.

La tecnica come strumento di libertà creativa

Libri Italian Gourmet - Gianluca Aresu

Un altro tema centrale, connesso al precedente, è il ruolo della tecnica che diventa il mezzo per esprimere la propria creatività: nei libri dedicati alla pasticceria d’autore, alla pizza contemporanea o alla cucina classica, non viene raccontata come vincolo, ma come base necessaria per poter progettare, personalizzare, evolvere.

Con un approccio che parla ai professionisti, ma anche agli appassionati più consapevoli: è il caso del cioccolato (Gianluca Aresu e i suoi 50 dolci, tra biscotti, mignon, monoporzioni e praline… tutti pensati per proposte concrete e replicabili) o della cucina tradizionale (Beppe Maffioli in ‘Tradizione italiana’ spiega i grandi classici a partire dalle basi, dai brodi, dai fondi, dalle salse…), o ancora di vasocottura, di Denis Dianin, in cui la lavorazione ‘in vetro’ di dolci da viaggio, grandi lievitati, frutta o verdura apre un mondo infinito di possibilità e applicazioni… Pensati per chi non cerca solo l’effetto immediato, ma vuole capire cosa accade davvero in laboratorio o in cucina.

Il valore del confronto e della presenza

La partecipazione del pubblico, anche internazionale, numeroso e attento, ha confermato quanto il libro resti uno strumento centrale soprattutto quando è inserito in un contesto di dialogo. Le domande durante le presentazioni, le conversazioni informali allo stand, i momenti di firmacopie hanno restituito l’immagine di una comunità professionale viva, curiosa, esigente.

Non solo il selfie con il maestro di turno, ma anche la percezione di un momento in cui ci si può semplicemente aiutare attraverso il confronto: che si tratti della temperatura di lievitazione, del tipo di forno utilizzato, o dell’allestimento di un banchetto, gli autori di italian gourmet si distinguono per disponibilità e sensibilità al dialogo.

È da qui che vogliamo ri-partire: dai contenuti, dalle competenze, dalle storie professionali che meritano di essere raccontate con profondità, perché possano diventare strumenti reali di crescita e lavoro.

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a cura di Antonella Provetti