Chef e Ristoranti

Street Food Partenopeo

La terra bergamasca chiama e l’anima vesuviana risponde. Con una corale partecipazione a un progetto: portare a settentrione, almeno per una sera, l’autentico Street Food partenopeo, fatto di sapori, saperi, gesti semplici e sinceri.

Ecco allora che domenica 24 luglio, a partire dalle 19, la festa esplode alla Florian Maison di San Paolo d’Argon. Dove lo chef resident Umberto De Martino, sorrentino doc, accoglie un manipolo di colleghi giunti direttamente da Napoli e dintorni. Pronti a proporre i loro must in versione walk around.

Voilà il casatiello griffato dal giovane artigiano Ciro Arenella, che nella sua bottega Campania Mia (al Vomero) lo propone secondo i dettami tramandati dalla famiglia (con i ciccioli, of course). E poi? Ricotta e mozzarella di bufala targate Mini Caseificio Costanzo. Che in quel di Aversa (e nei punti vendita di Napoli, Lusciano e Grottaferrata) porta avanti una filosofia basata sulla massima tracciabilità. Il che significa controllo di tutta la filiera produttiva: dall’allevamento delle bufale al loro nutrimento (con fieno, erba fresca, farina di mais e crusca), dalla lavorazione del latte alla messa a punto di pietanze gustose. Grazie alla presenza di un ristorante, guidato da Agostino Malapena, che in occasione della serata prepara la sua mitica parmigiana di melanzane.

Ma non finisce qui. Perché dopo la mozzarella arriva pure la stella di Lino Scarallo, chef di Palazzo Petrucci, da qualche mese approdato sulla spiaggia di Villa Donn’Anna, a Posillipo. Dove lo sguardo spazia da Capri al Vesuvio, da Castel dell’Ovo a Mergellina, abbracciando la Penisola Sorrentina.

Un menu vivace e verace quello proposto, in cui non mancano pasta e patate, la genovese e altre specialità baciate da ’O sole mio. Vedi la pizza fritta by chef Umberto De Martino. E vedi anche la leggendaria pasta griffata Gerardo Di Nola e il suo mentore Giovanni Assante, nonché i regali babà e le principesche sfogliatelle siglati Salvatore Capparelli. Per concludere in assoluta dolcezza. Mentre nei calici finiscono i nettari irpini dei Feudi di San Gregorio e quelli di Montevetrano, azienda agricola di San Cipriano Picentino, in provincia di Salerno. 

L’ingresso è libero. La tessera tasting ha un costo di 60 euro e comprende 5 piatti con vino in abbinamento. È gradita la prenotazione.