Chef e Ristoranti

Si riaccendono i fuochi di MasterChef. Com’è stato possibile con il Covid?

Torna questa sera su Sky Uno, alle 21.15 e in streaming su NOW TV MasterChef il programma di intrattenimento dedicato alla cucina che ha appassionato negli anni milioni di telespettatori.

MasterChef riaccende i fornelli! In giuria Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli. Nella decima edizione, nell’anno della pandemia, si torna a cercare il miglior chef amatoriale d’Italia. Prima occorre però trovare i 21 aspiranti MasterChef, ma come è stato possibile rimettere in moto la macchina, nell’anno della pandemia? Siamo andati dietro le quinte del programma e lo abbiamo chiesto direttamente ai protagonisti.

Nils Hartmann, Director of Original Productions Sky Italia

“È stata una sfida complessa ma abbiamo deciso di fare comunque il programma con tutte le complicazioni che la produzione ha avuto. Il lockdown ci ha regalato gli chef, i giudici, in una forma strepitosa e anche la ricerca fatta sui concorrenti è stata precisa e intensa. Masterchef è un programma di cucina, arrivato alla decima edizione in un momento in cui, sappiamo già che passeremo il Natale chiusi in casa, a cucinare. È una forma di entertainment molto centrata che parla della cucina e del territorio italiano con una grande apertura al mondo. Quest’anno in gara ci sono concorrenti che rappresentano tutto il modo, abbiamo albanesi, cinesi, marocchini, americani e poi le esterne e gli ospiti internazionali. La volontà è di permettere a tutti di fare, virtualmente, un giro intorno al mondo, sapendo di non poter viaggiare. Un’edizione speciale e non solo perché è la decima. A partire dagli ospiti come la messicana Karime Lopez, il cosmopolita Jeremy Chan, l’enfant prodige Flynn McGarry o l’argentino Mauro Colagreco”.

Antonella d’Errico, VP SKY BRANDED CHANNELS Sky Italia

“Parliamo di uno dei pilastri della programmazione di Sky con una precisa liturgia alla base del suo grande successo. Ci sono cose entrate nella mente degli italiani come la Mystery Box, l’Invention Test, il Pressure Test e terminologie che scandiscono il formato in modo preciso. Quest’anno ci sono stati dei guizzi ulteriori: a causa del Covid19 le preselezioni sono avvenute tramite zoom. I giudici hanno fatto la prima selezione sulla base di un piatto cucinato a casa, poi i concorrenti sono stati invitati in studio. La prima novità è che di solito si portavano gli ingredienti da casa. Questa volta si sono dovuti confrontare con una grande dispensa all’interno della quale ci si poteva perdere. Con tre sì, accedevano al grembiule bianco, mentre con il grigio si va alle sfide come lo scorso anno. I giudici poi hanno la possibilità di scommettere su un candidato a testa firmando un grembiule grigio e consentendo l’accesso del concorrente alle sfide successive. Il programma si conferma essere eco friendly, non come semplice etichetta ma nella realtà, essendo anche plastic free e tutti sono stati molto attenti alla riduzione degli sprechi. Gran parte del cibo avanzato è stato regalato alla Fondazione Opera Cardinal Ferrari Onlus, una cosa attuale e coerente per il momento che stiamo vivendo”.

Leonardo Pasquinelli, Amministratore delegato di Endemol Shine Italy

“Masterchef è un programma che non si ferma mai, il gruppo di lavoro passa dalla preproduzione, alla postproduzione senza soluzione di continuità. Quando è arrivato il lockdown eravamo in piena fase casting. Ci siamo fermati per capire come affrontare l’emergenza. Questo tipo di crisi porta sempre ad esercitare la nostra creatività, un classico degli esseri umani. Abbiamo trovato delle soluzioni, lavorando su casting a distanza, i concorrenti autoproducevano dei video, e questo ci ha portato come effetto ad avere un approfondimento più caldo, reale e concreto di quelle che erano le caratteristiche umane e non solo culinarie dei concorrenti. Il secondo step è avvenuto in presenza. Per questioni di sicurezza non abbiamo permesso a nessuno di portare cibo da casa. I concorrenti si sono esercitati al buio su tre Mystery Box, dopo 14 giorni di quarantena. Tempi più lunghi e costi superiori. L’effetto? Una qualità superiore dei concorrenti e così le difficoltà iniziali si sono fatte valore che poi vedrete nel programma. Durante la produzione abbiamo rimodulato gli spazi, a partire dalla logistica, abbiamo ampliato il set, per i giudici la pedana è più ampia come le postazioni dei concorrenti. Per la sanificazione abbiamo usato anche lampade UV. Abbiamo porzionato gli assaggi dei giudici per non farli mangiare nello stesso piatto. La dispensa è stata raddoppiata come spazi. Tutto quello che si poteva fare per dare maggiore sicurezza alle 130 persone che lavorano durante le giornate di produzione è stato fatto. Abbiamo avuto un solo caso di positività, di un nostro collaboratore che rientrava da un viaggio e ora sta benissimo. Anche adesso gran parte della postproduzione sta avvenendo da remoto, eccezion fatta per alcuni snodi fondamentali in cui è richiesta la presenza. Abbiamo fatto il possibile perché il programma si facesse, parliamo di un grande evento di intrattenimento ma anche di socializzazione all’interno delle famiglie e ci sembrava che ce ne fosse bisogno. Poi c’è lui, il cibo, il vero protagonista durante il lockdown: tutti abbiamo cucinato e più che mai quest’anno ci voleva Masterchef”.

a cura di Nadia Afragola