Il Panificatore Italiano

Johnny Take Uè: metti la pizza in un Ape-car

Un po’ tradizione, un po’ street food: Johnny Take Ué è un format di street food (e non solo) basato sul brevetto di un forno a legna certificato a bordo di un Ape Piaggio.  Ma non è tutto perché il progetto prevede anche la possibilità di aprire un locale in franchising (con o senza Ape all’interno) che porta con sé immagini, menu ed altri elementi caratteristici del brand. Per adesso la rete di locali a marchio Johnny Take Uè consta di 9 pizzerie tra Napoli (2), Milano (2), Padova, Pescara, Caserta, Benevento e Rionero Sannitico.

Abbiamo chiesto al suo ideatore, Giovanni Kahn della Corte, se è possibile per chiunque affiliarsi a questo progetto
Innanzitutto, occorre avere un locale, pizzeria, ma anche panificio con somministrazione. Perché non è il singolo che si associa, ma l’impresa. Questa attività viene visionata da noi per capire se risponde agli standard che richiediamo. Se l’esito è positivo si stipula poi un contratto di affiliazione commerciale, perché noi non forniamo solo il brand, ma fungiamo anche da gruppo di acquisto per le materie prime. All’occorrenza, facciamo anche dei corsi di formazione per chi fosse interessato a scoprire i segreti della vera pizza napoletana da street food. Abbiamo anche un gestionale che condividiamo e molti altri servizi per chi decide di affiliarsi. La supervisione è necessaria per garantire al pubblico che nei locali Johnny Take Ué le materie prime siano quelle che si trovano in tutti i locali.

Ma il vostro Ape-car si può noleggiare (anche con pizzaiolo annesso)?
In realtà noi offriamo anche un servizio di catering su tutto il territorio nazionale e tendiamo a tutelare chi si affilia con noi, quindi, se un privato desidera il servizio di pizza in ape-car per un evento lo forniamo noi direttamente o attraverso i nostri associati.

Johnny Take Uè e Nicola Festa: da dipendente a titolare

Johnny Take Uè_Nicola Festa
Nicola Festa

Chi si affilia al format ideato da Giovanni Della Corte, di solito lo fa perché conosce i locali e le loro potenzialità. È accaduto a Nicola Festa- pizzaiolo di Benevento – che, dopo aver lavorato in uno dei negozi della catena, ha deciso di aprirne uno suo a Milano, in viale Bligny al 42.

Come è nata l’idea di aprire un Johnny Take Uè a Milano?
La mia carriera è stata un po’ movimentata all’inizio, ho girato parecchio poi qualche anno fa sono approdato in una delle pizzerie Johnny Take Uè di Milano, ormai sono passati quattro anni. Ho conosciuto i proprietari sia Giovanni sia gli altri 5 soci e ci siamo trovati bene fin da subito. Sono stati loro a propormi di aprire un locale mio e io questa occasione l’ho presa al volo, perché era un mio sogno quello di realizzarmi anche a livello imprenditoriale. Ne ho parlato con mia moglie e ci siamo e buttati. Ora gestiamo questo locale a due passi dal centro storico di Milano ormai da un anno.

Nicola Festa: 20 posti a sedere e tanta voglia di crescere

Non siamo stati fortunatissimi perché poco dopo l’apertura sono iniziati dei lavori che coprono la visuale ai passanti che quindi fanno abbastanza fatica a trovarci, ma pian piano ci stiamo creando una bella clientela, di studenti e clienti che acquistano le nostre pizze sulle piattaforme di delivery e poi, magari, vengono a mangiare la pizza direttamente da noi. Il locale non è grandissimo: abbiamo una ventina di posti a sedere, ma per adesso va bene così. Lo gestiamo io e mia moglie con l’aiuto di una persona in sala grazie all’organizzazione interna e riusciamo ad avere molta creatività anche nei topping. Per adesso pensiamo a farci le ossa per poi provare ad ingrandirci in futuro.

Johnny Take Uè_Nicola Festa con moglie
Nicola Festa con la moglie

A parte gli studenti che tipo di clientela avete?
Si tratta prevalentemente di turisti e gente di passaggio. Terminati i lavori di rifacimento della facciata dell’edificio avremo anche il dehors che ci riporterà ulteriori tanti clienti dell’Università Bocconi che è davvero a due passi da qui.

Quali sono i vantaggi di essere affiliati di Take Uè
Per chi come me comincia da zero, è utile avere alle spalle un gruppo che – oltre ad avere un marchio conosciuto dai clienti – ti permette di utilizzare materie prime d’eccellenza come, solo per fare un esempio, la farina del Molino Dallagiovanna e gestendo i fornitori come un vero e proprio gruppo di acquisto. Inoltre, abbiamo la possibilità di fare formazione, di avere un gestionale comune per gli ordini e menu con grafiche uguali per tutti i punti vendita.

Qual è il valore aggiunto che dai alle tue pizze?
Ovviamente la maestria del pizzaiolo non te la possono dare i soci, sta infatti ad ognuno di noi affiliati gestire gli impasti, dosare i topping, dare ai clienti un servizio di livello, eccetera. Insomma, la pizzeria la gestiamo noi, ma con i vantaggi di un franchising che ci da molti servizi. Per me la pizza deve essere equilibrata: mangiandola devi sentirti bene al punto che ne mangeresti un’altra, nessun gusto deve prevalere. Circa l’impasto, io mi baso su un’idratazione che arriva al massimo al 70% perché, con i numeri che facciamo, riesco a gestirselo meglio anche per l’asporto.

Il tagliere di Johnny Take Uè

 

a cura di Atenaide Arpone