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Grande Cucina per il Delivery #3 Nuovi scenari per il room service

Susanna Citterio, dell’Uptown Palace di via Santa Sofia a Milano, nonché sorella di Alberto Citterio, dice la sua sul delivery.

Ho trovato interessantissimo il tema delivery trattato da persone come voi che sanno cosa fare e, anche in una realtà alberghiera come la mia, penso che la soluzione migliore per estetica, fattore economico e risultato finale sia proprio la concezione di delivery anche per il servizio room service.

Con le nuove normative è quasi certo che il room service sarà l’unico servizio ristorativo da offrire in hotel, probabilmente per il servizio breakfast, sicuramente per il servizio lunch e dinner in camera.

L’hotel dovrà guadagnare, soddisfare le esigenze del cliente e rispettare tutte le norme igieniche e di sicurezza necessarie in questo momento storico dove il Covid 19 è diventato il protagonista delle nostre vite.

Pensare di offrire qualità è il must dei servizi alberghieri, ancor di più se l’hotel che stiamo considerando è un 4 stelle o anche di più.

 

Pensare alla cucina come un laboratorio da preparazioni delivery consente alloperatore, che potrebbe essere anche uno solo, di poter procedere con le preparazioni in anticipo e conservarle in modo ottimale, di certo utilizzando le tecniche del sottovuoto e della cottura a bassa temperatura.

Il cibo proposto sarebbe sicuramente di qualità e nel momento del servizio potrebbe essere assemblato da un solo operatore con un ingente risparmio economico e, non da sottovalutare, in piena sicurezza per il mancato contatto dell’operatore con altre persone in cucina .

Io dovrò pensare e considerare un fattore molto importante per il servizio: il packaging, che dovrà essere sicuramente funzionale e accattivante. L’offerta di contenitori adatti allo scopo è immensa. Dovrò solo considerare il menù che voglio proporre ai clienti dell’hotel in cui lavoro.

Molto probabilmente sceglierò diverse soluzioni di contenitori, sia per la forma che per il materiale, ma con una linea abbastanza similare, quasi come una dotazione alberghiera.

Facendo così verranno rispettati l’igiene e, non da poco, il fattore estetico.

Molti contenitori destinati al servizio delivery sono di facile smaltimento, alcuni sono biodegradabili e il loro utilizzo agevola lo smaltimento di rifiuti.

Alcuni contenitori sono quasi termici e possono mantenere il cibo nella giusta temperatura, anche dopo la consegna.

Alcuni contenitori hanno un coperchio trasparente e consentono al cliente di poter visionare subito il cibo senza che l’operatore si soffermi ad alzare la cloche e a far vedere al cliente la pietanza consegnata.

Tutti questi contenitori consentono uno smaltimento diretto e non necessitano di lavaggio con risparmio per ciò che riguarda l’addetto e i detergenti.

Io opterò anche per delle tovagliette TNT con tovagliolo abbinato e bustina porta posate.

L’unico articolo non “usa e getta” che userò saranno proprio le posate, perché penso che del cibo di qualità non può essere gustato con posate di plastica o legno, ma è un’idea del tutto personale.

Con l’idea di room service a delivery il fattore economico è quello che ne risentirebbe sicuramente in modo positivo: il ritiro e lo smaltimento del vassoio verrebbe fatto in totale sicurezza da un solo operatore ed eviterà di lasciare in giro stoviglie evitando problemi di igiene e pulizia.

Il cliente che si ritroverà la consegna di un prodotto di qualità, sistemato con le dovute accuratezze e in sicurezza igienica, non potrà far altro che essere contento e soddisfatto.

a cura di Allan Bay

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