Mondo Pizza

Sasà Martucci a Milano: un format identitario pronto a viaggiare

Milano non è solo una nuova apertura, ma un passaggio strategico.

Con la pizzeria Sasà Martucci, in via Romolo Gessi 12, il pizzaiolo casertano, cresciuto professionalmente accanto allo zio Francesco, inaugura nel capoluogo lombardo un progetto pensato come format autonomo, organizzato e replicabile, già destinato a evolvere oltre i confini italiani.

La scelta della città, va da sé, non è casuale. Milano rappresenta oggi uno dei mercati più maturi e competitivi per la pizza contemporanea, una piazza capace di testare solidità imprenditoriale, qualità del servizio e visione a lungo termine. È qui che Martucci avvia un modello che supera il concetto di “seconda sede” per diventare una piattaforma pronta a viaggiare. L’apertura milanese inaugura la collaborazione con Marcelo Brozović, centrocampista dell’Al Nassr ed ex capitano dell’Inter, una joint venture nata grazie al coinvolgimento della famiglia D’Agostino, da sempre vicina al calciatore croato, e orientata a un percorso di crescita futura.

La location e il progetto architettonico

Sasà Martucci ristorante

Il locale si sviluppa all’interno di un palazzo di nuova costruzione, uno spazio da definire integralmente, nell’area di via Washington. Una scelta che riflette immediatamente la volontà di costruire un luogo di destinazione, che non nasce solo per intercettare un flusso occasionale.

La pizzeria conta circa 90 coperti interni, a cui si aggiungerà un dehor previsto per la primavera, ampliando ulteriormente la capacità ricettiva. Gli spazi sono stati pensati per accogliere diverse modalità di consumo, dalla pizza informale al business lunch, fino a momenti più riservati grazie alla presenza di un privé.

Il design privilegia materiali naturali e una palette cromatica ispirata alla terra e al Mediterraneo. Legno, maioliche, metalli, superfici lucide e opache, senza elementi decorativi superflui, definiscono lo spazio. Il bancone pizzeria, rivestito in maioliche verdi e bianche, attira lo sguardo e si affaccia sui forni, due a legna per le pizze classiche, uno elettrico dedicato al senza glutine e un forno a nastro per le sue celebri pizze a tre cotture.

Il format di Sasà Martucci: pizza, cucina e servizio come sistema

Sasà Martucci pizza menu

Nel progetto milanese la pizza resta il centro del racconto, proposta con la stessa carta a pranzo e a cena, ma inserita in un sistema più ampio che include cucina, sala e cantina.

Un format che vede accanto alla pizza, una cucina d’autore guidata dallo chef Mimmo Di Raffaele, già avvezzo a Milano (aveva inaugurato il Trussardi alla Scala) e che ha poi lavorato per tanti anni all’Hotel Belmond Caruso di Ravello, pensata per il pranzo come estensione naturale del progetto, capace di intercettare una clientela business e professionale.

Staff, organizzazione e avviamento

Sasà Martucci Milano

Dal punto di vista operativo, la pizzeria di Milano si avvia con una parte significativa dello staff, tra sala, cucina e pizzeria, proveniente da Caserta, con l’obiettivo di trasferire metodo, standard e cultura del lavoro, mantenendo un’attenzione costante alla sostenibilità ambientale.

Direzione di sala e figure di riferimento come Sergio Macchiarella e Giovanni Cuscinà della pizzeria I Masanielli, affiancano il team locale in una fase di start-up strutturata e pensata per rendere il gruppo milanese progressivamente autonomo. Sasà Martucci ci conferma che sarà sempre molto presente a Milano, e non solo in questa prima fase di avvio, dividendo il proprio tempo tra Caserta e il capoluogo lombardo, per garantire coerenza e continuità al progetto.

Filiera, territorio e visione futura

Il legame con la Campania resta centrale per l’identità del format, soprattutto per le materie prime simbolo, ma il progetto milanese apre a un dialogo sempre più stretto con il territorio e i fornitori locali, in una logica di ricerca di materie prime eccezionali da abbinare ai suoi proverbiali impasti.

«Milano è una tappa che sognavo da tempo – racconta Sasà durante l’inaugurazione – non solo per ciò che rappresenta in termini di visibilità, ma per far conoscere il percorso che portiamo avanti a Caserta, basato sulla qualità delle materie prime e sul rapporto con i produttori». Ed ecco che grandi classici, come la Margherita Casertana, l’Ammiraglia e le pizze in tre cotture, come la Provola e Pepe Esplosiva, vengono affiancate da pizze pensate esclusivamente per la sede milanese, tra cui la Milano Why Not, con base fior di latte, brasato di ossobuco, crema di riso allo zafferano e crema all’aglio, prezzemolo e limone.

Per il “ragazzo di Caserta”, come Sasà ama definirsi, Milano è il primo vero banco di prova di un format di pizza contemporanea progettato per crescere in modo strutturato e guardare oltre i confini italiani.

a cura di Mariacristina Coppeto