Dolci, Gelato e Maestri

L’importanza del packaging in pasticceria

Indispensabile packaging: il suo ruolo come immagine, invito all’acquisto e metro di valutazione della pasticceria e del suo autore. Alcuni utili consigli dal Presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani.

«Siamo valutati dal cliente in base all’immagine che offriamo di noi, del nostro locale e del nostro modo di lavorare, prima ancora di essere giuati per la qualità del nostro prodotto». Parola del Presidente Ampi Gino Fabbri che, con queste parole, esordisce ed espone la sua opinione riguardo l’importanza del confezionamento appropriato dei dolci.

«Ho potuto verificare nel tempo – continua Fabbri – quanto sia importante la ricerca dell’immagine, che valore ha per la nostra clientela il modo in cui proponiamo il risultato del nostro lavoro di laboratorio che deve essere accurato tanto quanto lo è la tecnica e la creatività che mettiamo nella lavorazione dei dolci. Un ottimo prodotto deve avere un’ottima presentazione, e questa consiste principalmente nel packaging con il quale lo confezioniamo; un prodotto venduto in una confezione poco curata o scadente verrà recepito come poco attraente e considerato di scarso valore».

Una scelta di stile

Fondamentale è scegliere il proprio stile in armonia col proprio modo di fare dolci. «La confezione deve rispecchiare il nostro stile – spiega Gino Fabbri – affinché sia riconoscibile e identificabile. Uno stile moderno è sempre preferibile in quanto è la dimostrazione dell’evoluzione della nostra proposta. Apparire con un’immagine datata, anche per una bottega storica, sarebbe come affermare la mancanza di adeguamento ai tempi.

Questo, però, non significa puntare esclusivamente su una forma di modernità azzardata, occorre valutare attentamente e bilanciare tradizione e innovazione trovando la propria identità in modo elegante e pratico al tempo stesso, perché il packaging conserva comunque una funzione precisa: deve avvolgere e conservare, deve dare la possibilità di trasportare il prodotto in modo igienico, comodo e protettivo. Oltre a ciò, deve rappresentare uno status symbol: identificare il prodotto come appartenente a un marchio conosciuto affinché il cliente si senta gratificato dall’acquisto».

Scatole, incarti, fiocchi e sacchetti

Pasticcini confezionati in vassoio e avvolti in una bella carta, il tutto decorato da un fiocco fatto a mano al momento dell’acquisto: è il trionfo dell’artigianalità. Scatole dedicate se il prodotto è esclusivo: il cliente sentirà di aver comprato qualcosa di speciale. Tutto il packaging deve essere studiato per creare una linea dove colori, disegni, loghi e decori possano rendere il prodotto, e il marchio al quale appartiene, identificabile al primo sguardo.

Rosso Ferrari o verde Tiffany insegnano: la pasticceria di classe sarà riconosciuta e identificata guadagnando in valore e apprezzamento. «Osare è sempre positivo – afferma il presidente Fabbri – e non dobbiamo dimenticare che ciò che un tempo era considerato trasgressione, oggi è consuetudine e tradizione. Rompere gli schemi può sembrare azzardato ma serve a rinnovare e a dimostrare la nostra intraprendenza; alla fine sarà la strategia vincente».

Qualche regola per comporre una linea appropriata

Il packaging deve essere facile da gestire. Questa è una norma fondamentale secondo Gino Fabbri: «Il cliente deve poter maneggiare la confezione con facilità, non deve essere scomoda da portare o da gestire, non deve essere troppo impegnativa da aprire e nemmeno mettere in difficoltà. Nel momento in cui aprirà la confezione dovrà poterlo fare con semplici e rapidi gesti e senza compromettere l’integrità del prodotto nella sua delicatezza.

Il pacchetto deve essere bello ed elegante: fatto a mano sarà sempre preferito perché le scatoline sono belle ma spesso suggeriscono l’idea di un prodotto preconfezionato e ledono un po’ l’immagine di artigianalità che per noi è importante conservare. Naturalmente potremo scegliere delle scatole dedicate a linee di prodotto particolari, come i dolci di Natale per esempio, ma in questo caso la scatola dovrà essere meravigliosa, diventare un oggetto prezioso che ne giustifichi anche il costo elevato o il sovrapprezzo che dovremo applicare.

Certi prodotti più easy, come biscottini o caramelline potranno avere un sacchettino semplice: saranno apprezzati come articoli artigianali e allo stesso tempo non incidere sul prezzo. In generale, ogni prodotto deve poter essere presentato con la giusta confezione che lo valorizzi e, su richiesta, essere confezionato in scatole speciali per le quali il cliente deve essere disposto a spendere di più, che siano 2 euro o 50».

A monte, il progetto

Per ottenere questi risultati il punto di partenza è sempre un ottimo progetto, studiato ed elaborato da professionisti. «Occorre innanzi tutto uno studio grafico – suggerisce il presidente Fabbri – articolato almeno in tre soluzioni, per poter scegliere con serenità. Il progetto deve comprendere lo studio del logo, che sarà ripetuto su ogni imballo nelle dimensioni più idonee: piccolo su scatoline, ripetuto sulle carte, le quali saranno nel colore prescelto che deve essere sempre lo stesso per non confondere il cliente, oppure dovrà essere un non colore sul quale giocare con le tonalità.

Nel momento in cui si scelga logo e colore, questi resteranno gli stessi per molto tempo, quindi la grafica è importante e dovrà anche offrire la possibilità di integrazioni e modifiche sempre nello stesso stile». È a questo punto che l’immagine creata comincia a girare, a farsi riconoscere. È un investimento importante che, se ben fatto, verrà presto ammortizzato dai vantaggi che porterà. Capire cosa si vuole e realizzarlo significa investire vantaggiosamente nella propria immagine.

Agire in maniera oculata vuol dire affidarsi ad aziende di provata esperienza, serie e consolidate nel tempo. «Non c’è spazio per l’improvvisazione – dice Fabbri – perché una volta realizzato il progetto, ogni volta che si dovrà intervenire per aggiornare i prodotti in base alla stagionalità occorreranno almeno 6-7 mesi per avere a disposizione il materiale e pertanto è fondamentale per noi avere alle spalle la serietà di professionisti affidabili.

Molte aziende si fanno carico anche del deposito e questo può essere un ottimo vantaggio per noi, ma naturalmente tutto dipende dalle trattative personali che ognuno di noi intrattiene con loro. Un ultimo consiglio: una volta decisi il logo e la grafica, registriamo il marchio, sarà la garanzia che la nostra immagine resterà unica e inimitabile».

(A cura della redazione)