Mondo Pizza

Nicola Grande: il sommelier della birra e gli abbinamenti perfetti

Il mondo della birra, come quello del vino, è fatto di pluralità: materie prime, lavorazioni, aromi e sentori. Ne abbiamo parlato con Nicola Grande, esperto e sommelier della birra, per capire il valore di una bevanda troppo spesso data per scontata, soprattutto nel mondo della ristorazione e della pizza.

Birra e pizza sono simboli di convivialità, ma quando entrano in gioco competenza sensoriale e cultura brassicola, il discorso cambia profondamente. A raccontarlo è Nicola Grande, che con grande chiarezza ribadisce un principio fondamentale: non esistono regole assolute, ma esistono criteri di qualità, buone pratiche e tecniche per scegliere e servire al meglio la birra artigianale, anche in pizzeria.

Grande consiglia di preferire birre non pastorizzate e microfiltrate, di verificare la qualità degli ingredienti e di fare attenzione al trasporto e alla conservazione: una birra artigianale di qualità non dovrebbe mai rimanere a temperatura ambiente. Anche al supermercato, ci sono trucchi semplici: se tra gli ingredienti compaiono mais o granturco, meglio evitare; se la bottiglia è in vetro trasparente, la luce potrebbe compromettere aromi e freschezza.

La logica dell’abbinamento: birra e pizza oltre i luoghi comuni

Quando si parla di abbinamenti tra birra e pizza, Nicola Grande invita a superare i cliché: “Non basta che due cose piacciano: serve armonia tra aromi, intensità e struttura, sia dell’impasto che del topping”.

– Con impasti chiari (farina 00 o 0): meglio birre delicate come Helles o Weizen.

– Con integrali o farro: perfette le Dunkel o Märzen, che valorizzano le note rustiche dei malti.

– Con formaggi e pizze ricche: ideali Golden Ale, Strong Ale belghe o combinazioni audaci come squacquerone e Golden Ale al Cascade.

– Con verdure o pizze vegetariane: consigliate Blanche o birre di frumento morbide, poco amare.

– Con topping al pesce: abbinare Grisette, Gose o bitter inglesi molto leggeri.

– Con base rossa e pomodori maturi: funziona bene una Doppelbock.

– Le IPA, intense e aromatiche, richiedono pizze decise: salsiccia, spezie, o formaggi stagionati come Parmigiano 60–70 mesi.

Carta delle birre in pizzeria: da dove partire?

Still Life with a draft beer by the glass.

«Il consiglio – dice Grande – è cominciare dal territorio, visitare birrifici locali e conoscere direttamente i birrai». Una carta delle birre equilibrata dovrebbe includere:

 – 1–2 lager a bassa fermentazione

– almeno 1 birra belga

– 1–2 birre luppolate (IPA, APA)

– almeno 1 birra scura (non estrema)

Sulle birre speciali, meglio testare in prima persona, confrontandosi con chi le produce. La birra può diventare un vero strumento narrativo per la pizzeria, ma la regola d’oro resta sempre la stessa: provare, assaggiare, sperimentare. Solo così nasce l’abbinamento perfetto.

Foto: Fotolia, Molino Spadoni

a cura di Lucia Lombardi